Brand Design

Rouge comunicazione è una food brand agency specializzata nella realizzazione della comunicazione per il mondo food. Food packaging desing, brand design, logo design

Perchè siamo specialisti della Comunicazione Food.

Ai tempi della “tuttologia” che investe in pieno il mondo della comunicazione, abbiamo scelto di proclamare la nostra expertise: siamo specialisti della comunicazione Food.

Significa che non siamo per tutti e che scegliamo di rinunciare ad una fetta di mercato.

Significa che facciamo la differenza per le aziende e i marchi del food che si affidano a noi per delineare la strategia di posizionamento e comunicazione.

Perché è importante affidare il proprio marchio ad uno specialista?

  1. Perché garantisce una conoscenza approfondita del mercato alimentare, a partire dagli ingredienti, le tecniche di preparazione, di confezionamento e arriva alle tendenze, ai canali di distribuzione e alle pratiche di sostenibilità. Questo livello di approfondimento consente di comunicare con l’autorevolezza della competenza, indispensabile per costruire un rapporto di fiducia marca-consumatore.
  2. Perché conosce il contesto, i gusti e i desideri del pubblico da raggiungere, sa come raggiungerlo e quale tono di voce utilizzare, migliorando così l’efficacia della comunicazione. Ottimizzare gli investimenti in comunicazione è fondamentale, soprattutto in tempi di incertezza come quelli che viviamo.
  3. Perché la comunicazione food specializzata contribuisce all’educazione e alla sensibilizzazione del pubblico su tematiche importanti come la nutrizione, la sostenibilità alimentare, le pratiche agricole e la provenienza delle materie prime. Tutti elementi fondamentali per la costruzione di un rapporto di fiducia vero tra Marca e Consumatore.

Quest’anno nuove aziende che rappresentano l’eccellenza artigiana Piemontese ci hanno scelto per costruire la loro Brand Identity:

–          Pama – Torino, che da più di 40 anni seleziona, stagiona e distribuisce formaggi e salumi che rappresentano l’eccellenza del nostro territorio.

–          Salumificio Fenoglio – Mondovì. Da più di 50 anni, la famiglia produce salumi artigianali della tradizione Piemontese da carni provenienti da un unico allevamento, concentrato sul benessere animale.

–          Il Caffè, Torino. Da 30 anni la famiglia pratica l’arte della torrefazione torinese.

Cito queste tre aziende in particolare, perché i marchi sono prima di tutto persone come noi, che scegliendo di affidarci la loro storia e la passione per il loro mestiere, ci danno la possibilità di misurarci con la nostra esperienza e passione.

Per queste persone, per i loro marchi e il loro business, noi facciamo la differenza.

Pochissime BIG COMPANY detengono quasi il 60% del giro di affari. Tantissime MICRO e SMALL Company si spartiscono il restante 40%

I grandi Brand si affidano a grandi agenzie, è ovvio. Big for Big. Small for Small. Funziona così ed ha senso: i Big Brand hanno esigenze che possono essere soddisfatte da realtà strutturate, in grado di affrontare grandi progetti di comunicazione e gestire grandi budget. Le grandi agenzie possono contare sui migliori talenti, su squadre ben equipaggiate, ruoli ben definiti. Offrono la garanzia di un Portfolio altamente referenziante e le Case-History raccontano molto bene grandi progetti.
Questi concetti sono validi non solo per il mercato della comunicazione, ma per qualsiasi mercato. L’esperienza insegna che è sempre più saggio scegliere partner alla propria portata, sia in termini economici che di obiettivi condivisi.
Ecco perché una piccola azienda non si avvicina facilmente ad una grande agenzia ed una grande azienda fatica a prendere in considerazione una piccola agenzia.

DATI “IL MERCATO DEL LAVORO NEL SETTORE DELLA COMUNICAZIONE ITALIANA – Secondo Rapporto Italiano 2021”.


La stragrande maggioranza delle Imprese di Comunicazione Italiane ha piccole o piccolissime dimensioni:

• quasi il 54% circa ha meno di 3 dipendenti,
• il 45% circa conta da 3 a 5 dipendenti,
• meno dell’1% è rappresentato dalle realtà di medie e grandi dimensioni, con più di 50 dipendenti

E quel MENO DELL’1% produce il 57% del fatturato complessivo.

La suddivisione per fasce di fatturato
• 37% di Micro Imprese, con un fatturato inferiore a 1 Mil di €
• 50% di Piccole Imprese, on un fatturato da 1 a 10 Mil di €
• 6% di Medie Imprese, con un fatturato da 10 a 40 Mil di €
• 7% di Grandi imprese, con un fatturato superiore ai 40 Mil di €

I principali highlights della ricerca
Milano si conferma la capitale della Comunicazione con oltre il 50% delle imprese del campione
• Il mercato della comunicazione impiega il 31,9% in più di giovani tra i 15-34 anni rispetto alla media nazionale. Più del 53% della forza lavoro impiegata è in questa fascia di età.
• 67,79% delle Società rispondenti dichiara di aver fatto ricorso nel 2020 alla Cassa Integrazione Covid (CIG-COVID), segno della riduzione del giro d’affari durante la Pandemia. Un’azienda su 5 (20%) dichiara una perdita non ancora recuperata.
• il 25% degli intervistati dichiara che per effetto della Pandemia si è resa necessaria la rapida moltiplicazione del servizi offerti, concentrati in gran parte in ambito digitale: 80% in area Social Media Management è 53% nella creazione di competenze SEO.
• IL 48,5% dichiara un incremento nel n° di clienti per effetto della Pandemia a cui non corrispondo una crescita di fatturato (se non per un esiguo 6%)
• Le figure professionali più ricercate sono le seguenti: 42% progettazione e gestione di piattaforme digitali (37% gestione Social Media, 31,5% ottimizzazione SEO e SEM, 31,5% analisi dei dati). Le competenze di grafica e design e accounting rappresentano il 27% delle richieste, mentre il 20% delle società ricerca profili di produzione audio/video.

II mercato è destinato a rimanere nelle mani dei Big della comunicazione, grandi gruppi che con il loro esiguo 13% in termini di numerica rappresentano quasi il 60% del giro d’affari?


Considerate le premesse si direbbe proprio di si.

Il tessuto economico del Paese è rappresentato da MICRO Imprese e PMI, in tutti i settori, il che spiega come quasi il 90% delle Società di comunicazione appartengano alla medesima fascia di grandezza e fatturato.
Il mercato alimentare italiano fin dagli anni 70 è caratterizzato dalla vendita di aziende e marchi storici a grandi multinazionali (Unilever, Kraft, Procter&Gamble, Nestlé, etc), così i grandi brand, i big spender, sono in mano alle grandi multinazionali che si rivolgono ai loro pari per Comunicare.

La nostra Agenzia di Comunicazione è una micro impresa che lavora esclusivamente per il mercato Food&Beverage. La specializzazione è molto importante secondo noi, per efficacia e competitività: la profonda conoscenza del mercato food&beverage e delle sue logiche, significa meccanismi di analisi e valutazione rodati e una rete di partnership consolidate negli anni, che velocizzano e accrescono la qualità del lavoro.

Siamo giusti per le imprese che cercano partner capaci di trovare soluzioni efficaci a fronte di budget tutt’altro che straordinari, abbiamo fame di crescere e questa è la caratteristica che il grande Steve Jobs definiva come motore della creatività. Una creatività mai avulsa dalla strategia, dalla ricerca di un posizionamento chiaro e solido, spesso rintracciato al di là della consapevolezza e della chiarezza di obiettivi a disposizione del nostro Cliente.
Poche delle realtà come la nostra riusciranno nell’intento della scalata alla crescita vera e consolidata, eppure questo tessuto di micro imprese della comunicazione è costituito da talenti veri che sanno lavorare, sanno prendere per mano un piccolo brand e farne qualcosa di più grande e conosciuto.

La competenza in area strategica è un aspetto dal quale non possiamo prescindere se vogliamo restare sul mercato.
La qualità in termini di comunicazione e design deve eguagliare quella dei Big se vogliamo restare sul mercato.
La flessibilità è senza dubbio più ampia a fronte di una debolezza sul piano strutturale.

Le big Companies dovrebbero sfruttare di più e meglio il tessuto della Micro-Impresa di Comunicazione, affidando i piccoli progetti che per le grandi Agenzie rappresentano un semplice corollario di servizio (o una rottura di scatole?), e che in questi ambiti verrebbero gestiti come “tesori”, con un notevole incremento della qualità del piccolo dettaglio ed un notevole risparmio in termini di spesa. Alcune, ma sono rare, lo fanno.
Un esempio su tutti è Ferrero che da sempre seleziona tra le Piccole Agenzie di Comunicazione una serie di partner affidabili che da questa collaborazione traggono un grande vantaggio, in termini di visibilità per effetto del moltiplicare di fiducia da parte di altri Brand, oltreché economico.

Rougecomunicazione è l’agenzia di:
food marketing, food digital marketing, comunicazione food btl e food packaging
a servizio delle aziende alimentari italiane.

rebrand immagine della scritta su un tavolo con altri fogli

Due nuove Vetrine Web, ma prima di tutto due STRATEGIE DI POSIZIONAMENTO e due BRAND IDENTITY, costruite per il grande rilancio post-lockdown.

Il mondo Ho.re.ca. ha vissuto un periodo molto duro, fatto di chiusure forzate, zero incassi e costi fissi invariati. Solo chi ha saputo reinventarsi a tempo record, spostando il proprio focus dal consumo in loco al delivery è riuscito a sopravvivere.

Aggiungo: ce l’ha fatta chi ha sempre lavorato per la QUALITÀ a tutto tondo: dagli ingredienti, alla cucina, al servizio.

Vi presentiamo i nuovi siti Vetrina realizzati per la Pizzeria DuePuntoZero a Rivoli (Torino) e per il Ristorante Io&Luna nel Roero.

Due mondi, due approcci completamente diversi di fare ristorazione, accomunati dalla dal grande expertise del front-man, dalla sua curiosità, dalla passione per l’alta qualità e l’innovazione, che permette di proporre sapori sempre nuovi, reinterpretando in chiave moderna quelli che appartengono alla nostra grande tradizione gastronomica.

DUEPUNTOZERO
Esploratori di gusto, dal 1996

Abbiamo lavorato per un cambiamento profondo, strategico, che investe la proposta di valore e l’offerta del Marchio-Insegna.

logo pizzeria prima e dopo il nostro intervento di redesign

L’ANALISI INTERNA: cosa, ma soprattutto come. Con l’aiuto del cliente, abbiamo individuato il cuore della proposta di Valore di questa storica Pizzeria di Rivoli (TO)

  • I quasi trent’anni di storia, che significano esperienza consolidata, lo spirito di innovazione e l’inesauribile curiosità di Maurizio e Diego, fondatori e attuali titolari, che si traduce in continua ricerca di nuovi ingredienti, nuovi abbinamenti e nuovi sapori.
  • La sensibilità verso le nuove esigenze di consumo, prima fra tutte il senza glutine poi il vegetariano, il vegano.
  • La passione, la creatività e l’expertise di Maurizio, per tutti Cippo, per gli impasti a lievitazione naturale a base di farine di alta qualità nutrizionale, ottenute da cereali differenti. Il suo talento nell’ottenere impasti elastici e leggeri partendo da farina di frumento integrale o tipo 2, dal mix dei 9 cereali, dal khorasan Kamut®.
  • La proposta Senza Glutine, area e cuoco dedicati e garantiti dalla Spiga Barrata AIC, rappresentano il fiore all’occhiello di questo locale che prepara pizze gluten-free talmente buone che chi le assaggia scopre che “di meno hanno proprio solo il glutine” (parola di cliente!).
  • L’attenzione alla qualità di ogni singolo ingrediente, alla stagionalità dei freschi e la conoscenza di tutto il mondo proteico vegetale, che permette di creare topping esclusivi da leccarsi i baffi, ideali per vegetariani e vegani, ma sfiziosi per tutti.

L’analisi strategica e “local”, ci ha portati a definire un rebranding totale ed evolutivo, capace di valorizzare l’attuale proposta del cliente, riposizionando la Marca attraverso l’ideazione del nuovo posizionamento che trova espressione nella tag-line del marchio-insegna: Esploratori di gusto dal 1996.

Da qui, a cascata, tutta l’immagine ha preso vita: il nuovo Marchio, lo storytelling del Sito, la direzione creativa degli scatti, la nuova insegna e gli strumenti punto vendita coordinati.

IL RISULTATO? Duepuntozero

Andate a curiosare e se siete in zona, non perdete l’occasione di regalarvi l’emozione di una pizza davvero esclusiva.

IO E LUNA
Davide Odore

Abbiamo lavorato per un nuova strategia di posizionamento, per elevare la proposta di Valore con un approccio mirato alla premiumness, senza allontanare i clienti storici. La notorietà del Ristorante IO&LUNA era già consolidata ed importante, il nuovo posizionamento deve consolidare la fiducia già acquisita e conquistare nuovi clienti in target.

Quando abbiamo conosciuto Davide, la sua Luna era rossa e ruotata di 180°.
Il suo ristorante, un gioiello incastonato nelle colline del Roero, sprigionava profumo di tradizione, mentre lo sguardo vivace di Davide suggeriva la sua curiosità, la voglia di innovare, stupire e convincere con la sola forza dell’esperienza,  del duro lavoro e della massima qualità espressa dagli ingredienti, dell’accoglienza e dal servizio.

Il sito vetrina di allora sapeva di rustico, di ottima trattoria nelle Langhe, mentre la raffinatezza dei piatti a Menù, la splendida terrazza affacciata nel verde delle colline del Roero, la mise en place, la pregiata selezione di Vini, l’ambiente, la musica, i profumi e l’accoglienza… ogni dettaglio sapeva di Ristorante di Alto Livello.

L’ e-shop evidenziava un’offerta confusa attraverso immagini di prodotto “casalinghe”.

“Abbiamo individuato immediatamente gap di posizionamento.”

L’ANALISI INTERNA: cosa, ma soprattutto come.
Con l’aiuto di Davide e del suo Staff, abbiamo individuato il cuore della proposta di Valore di questo rinomato Ristorante del Roero.

I Vantaggi Competitivi che tracciano il nuovo posizionamento

  • le origini: IO E LUNA nasce da un’Antica Osteria restaurata e trasformata in un Ristorante intimo ed accogliente, immerso nella campagna, tra vigneti e frutteti.
  • Davide è il titolare di IO E LUNA ed è Lo Chef che con grande determinazione e talento ha trasformato il suo sogno di bambino in una realtà magica, dove il cibo è emozione per gli occhi ed il palato, esattamente come la location che ha costruito: splendide sale, elegante e raffinata veranda dalla quale tutto l’anno è possibile ammirare uno spettacolo mozzafiato, terrazza panoramica sospesa tra terra e cielo, dove gli ospiti si sentono parte del magnifico spettacolo della Natura.
  • La cucina. Il talento di Davide è quello di creare piatti ricercati e sofisticati con ingredienti di una semplicità assoluta. Le sue portate incantano gli occhi, esaltano il palato e sono un toccasana per lo spirito.
  • La vasocottura: è la tecnica che Davide ha scelto per mantenere intatti i profumi e gli aromi dei suoi piatti, affinché si sprigionino in tutta la loro ricchezza ed equilibrata armonia al momento dell’apertura del vasetto. In questo modo le ricette di Davide arrivano fino a casa e le sue preparazioni sono acquistabili al Ristorante o su e-shop.
  • Nel laboratorio dedicato, la creatività si mescola alla tradizione e al culto della bellezza: qui la Pasticceria diventa arte. Torte e “bignole mignon”, tipicamente Piemontesi, fanno bella mostra in vetrina ogni giorno, piccoli gioielli di perfezione che sprigionano sapori sublimi. L’arte di Davide si esprime anche nella lievitazione naturale, così il piccolo laboratorio sforna dolci lievitati per le ricorrenze e non solo. Tutti i prodotti firmati dallo Chef sono acquistabili al Ristorante o attraverso l’e-shop.
  • L’orto e il giardino aromatico riempiono gli occhi e le narici di una magnifica varietà di colori, profumi e sapori, gli stessi che sprigionano dai piatti di Davide. L’orto è il regno di Simone che coltiva con passione una ricca varietà di ortaggi e di germogli, costuditi nella piccola serra.
  • La cantina è un fiore all’occhiello, con oltre 500 etichette di Vini pregiati. La selezione privilegia Piemonte e Roero e spazia tra le migliori etichette Italiane e internazionali.

Come sempre, dalla strategia ha preso vita la nuova immagine del sito vetrina e dell’e-shop: nuovo Marchio firmato Davide Odore (importante è la firma come tag-line, perché suggella l’inscindibile sodalizio tra proprietà e Chef), nuovi colori, nuovo storytelling e direzione creativa degli scatti fotografici attraverso i quali abbiamo raccontato i piatti principali che definiscono lo stile Davide Odore, i suoi dolci, i lievitati e le vasocotture. E poi il ristorante, l’orto e la cantina.

La nuova organizzazione dell’e-shop per category, rende più semplice comprendere le proposte in vendita anche a colore che acquistano da lontano e non conoscono personalmente lo Chef ed il suo Ristorante.

IL RISULTATO? Io e Luna

Andate a curiosare se vi va. L’unico rischio che correte è quello di rimanere ammaliati dal fascino di IO E LUNA e del Suo Chef.

Rougecomunicazione.it crea siti web, basati su  posizionamenti solidi e brand identity di valore, come solo una Agenzia specializzata in Food Marketing e Comunicazione Food è in grado di fare.

Vi è piaciuto questo articolo? Consigliatelo!

rougecomunicazione.it
crea siti web, basati su  posizionamenti solidi e brand identity di valore, come solo una Agenzia specializzata in Food Marketing e Comunicazione Food è in grado di fare.

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La gastronomia piemontese, dal 1969. 

Prendersi cura di un marchio, o meglio ancora di una famiglia che da tre generazioni valorizza il patrimonio gastronomico piemontese, è stata una bella sfida.

Analisi

L’analisi dei fattori interni ha riguardato l’assortimento, la suddivisione per category e le caratteristiche distintive dell’offerta, i Valori aziendali e l’identità del Brand super consolidata. L’analisi esterna ci ha consentito di individuare i principali Competitors, di visualizzarli nel Banco Gastronomia e nei frigoriferi del libero servizio in tutte le Insegne dove il marchio Belmonte è presente, prendendo in esame i differenti format per superficie.
Abbiamo così rilevato gli assortimenti, il posizionamento di prezzo, le tipologie di supporto packaging e l’approccio alla Comunicazione di Brand e Prodotto, così come l’eventuale presenza di strumenti di comunicazione sul punto vendita.

Strategia e studio del nuovo posizionamento del brand

Lo studio dei dati ci ha permesso di individuare:
1. l’attuale Posizionamento del Brand verso la Concorrenza;
2. Lo Studio del Nuovo Posizionamento desiderato da Belmonte e confermato dall’Analisi, la Strategia di Comunicazione e le Azioni che passo porteranno il marchio Belmonte a raggiungere la posizione individuata.

In questa prima fase del nuovo corso, abbiamo proposto lo Studio di Redesign del marchio, attraverso un’esplorativa dettagliata che evolve dalla proposta più conservativa a quella che avremmo creato oggi, se ci fossimo occupati di un progetto nuovo.

Il nostro consiglio, che la Società ha accolto, è stato quello di ragionare solo sulle proposte di fascia media, tese a conservare, migliorando visibilità e leggibilità, attraverso un approccio moderno, semplice ed incisivo, che ci ha permesso di valorizzare la storicità del marchio con l’aggiunta della tag line “gastronomia dal 1969”

Il packaging

Premessa e punto di forza della Marca è la massima freschezza del prodotto consegnato quotidianamente e direttamente su ciascun punto vendita e cucinato “on demand” ovvero sull’ordinato del giorno. Zero scorte.
Questo sistema di produzione necessita della personalizzazione just in time delle informazioni presenti su ogni singola etichetta, attraverso l’utilizzo di una Base neutra da personalizzare in linea in fase di confezionamento del singolo prodotto.
Ecco perché il nostro intervento di attualizzazione si è concentrato esclusivamente sul rafforzamento della presenza del Brand e su una leggera operazione di “pulizia e semplificazione”, mantenendo invariata la copertura della vaschetta per lasciare in trasparenza l’appetite appeal del prodotto, perché con Belmonte la freschezza ha un sapore unico!

La costruzione della Brand Identity generale (identità del marchio) ci ha permesso di ridefinire completamente lo story-telling del marchio Belmonte per poi di declinarlo in modo coerente, su tutti gli strumenti di comunicazione realizzati.

Il messaggio scelto per veicolare il nuovo posizionamento è “La freschezza ha un sapore unico”

che racchiude tutta l’expertise Belmonte e costituisce il vero punto di forza della Marca:
proporre un prodotto secondo il modello “just in time”, sempre fresco perché lavorato solo su ordinazione, entro 24H.

Il racconto parte sempre da qui e il messaggio-chiave campeggia su tutti gli strumenti realizzati assumendo il ruolo di Head-line che introduce il racconto per poi svilupparlo in chiave tecnica e commerciale nello strumento B2B ed in chiave più advertising e colloquiale negli strumenti B2C.

La Comunicazione B2B: il nuovo Folder Vendite

È lo strumento che la Società di ha chiesto di ragionare a supporto del Team Commerciale.

Strumenti punto vendita B2C

La Marca, presente nelle migliori insegne della GDO Nord-Ovest necessitava di una valorizzazione strategica e di maggiore impatto all’interno del suo più importante touch-point, lo Store.
Abbiamo quindi proposto, studiato e realizzato una serie di strumenti che hanno l’obiettivo di catturare l’attenzione del consumatore accendendo i riflettori sulla Marca e sul Prodotto proprio là dove esso è esposto, ossia nel frigo vasca per il libero servizio e nel Banco Gastronomia per lo sfuso.
Facendo come sempre attenzione al rapporto costo/beneficio e agli spazi che ogni strumento richiede al punto vendita di mettere a disposizione, abbiamo realizzato:

i pieghevoli ed il Display consumer che rafforzano il concetto di Freschezza in modo molto incisivo attraverso la contrapposizione 100% freschezza – 0% conservanti aggiunti e le Cartoline Consumer che suggeriscono gli abbinamenti dei piatti e le occasioni di consumo. Tutti questi strumenti sono compatti e leggeri e possono essere utilizzati sia sul Banco Gastronomia che sulle superfici piane dei banchi frigo, ove presenti.

Gli strumenti a supporto delle Promotion-in-store

Il totem e il banchetto, unitamente agli strumenti già descritti, supportano l’attività della Promoter dando visibilità all’iniziativa promozionale e comunicando tutti i messaggi chiave del nuovo Posizionamento.

Immagine coordinata

L’ identità della Marca si rafforza, tutto è coordinato e il messaggio è chiaro: 

Belmonte, Gastronomia piemontese dal 1969 è storia, è freschezza, è praticità
e appetite-appeal.

La Libertà sorride al Coraggio

# 1 / Crediamo nella diversità come unicità, siamo persone, siamo umani e dopo azienda. # 2 / Un collage di sorrisi che ogni giorno si scambiano forza, coraggio, determinazione.# 3 / Perché è il Team il porto sicuro in cui tutto si forma e da cui tutto parte. # 4 / Perché siamo fortunati, fortunati di creare con esperienza idee, mondi, emozioni. # 5 / Il Food ci accompagna dal giorno Ø (siamo italiani d’altronde!), ed assaporiamo il gusto in ogni sua sfumatura. # 6 / Pensiamo che la gentilezza sia potente, molto più dell’Arroganza e della forza, amiamo prendere a cuore tutte le persone intorno a noi, clienti e collaboratori. # 7 / Crediamo nel fare “le cose fatte bene”, con la giusta attenzione, con grande passione, nei tempi giusti. # 8 / Cresciamo giorno dopo giorno, insieme, umanamente e professionalmente in un viaggio morbido, che ci godiamo con serietà e divertimento.

La strada per la vittoria è lunga
ma siamo pronti,
siamo Rouge.

Diventando costruttori e custodi di fiducia, una scelta identitaria ancor prima che di business

Non è una novità, la Comunicazione unilaterale è finita da un pezzo. L’era digitale ha modificato profondamente la comunicazione di marca e prodotto, trasformandola in un dialogo aperto e senza filtri.
Dialogare in modo aperto e sincero è una grande opportunità per conoscersi meglio, comprendersi ogni giorno di più e costruire un rapporto di fiducia. Vale nelle relazioni interpersonali, all’interno dei team e vale sempre di più nel rapporto tra Marca e Consumatore.

Oggi è impossibile costruire e crescere senza una Strategia di Comunicazione

Spesso le Aziende sottovalutano l’importanza di investire in Comunicazione Strategica. Investono in capannoni, macchinari e (speriamo) persone di valore, ma continuano a considerare la Comunicazione un costo, se non addirittura una inutile tassa da pagare.

Mi faccio una domanda. Quanto vale il rischio di una comunicazione assente (il silenzio è una forma di comunicazione), incoerente o completamente sbagliata rispetto alle reali caratteristiche dell’offerta, al target obiettivo e ai trend?

Quanto vale il rischio di esporsi ad un dialogo con la mitica Signora Valeria, oggi munita di smartphone, super attiva su tutti i Social Media, velocissima a digitalizzare il suo pensiero, arrivando impreparati e confusi?

Entrambi i rischi risultano spesso NON CALCOLATI e nella migliore delle ipotesi rappresentano opportunità mancate, nella peggiore perdita del valore acquisito. Eppure il marchio rappresenta un bene immateriale, iscritto nell’attivo dello stato patrimoniale del Bilancio aziendale. 

A differenza dei beni materiali, soggetti ad usura e obsolescenza, il marchio può solo acquisire Valore se gestito correttamente.

Come si fa?

Non voglio propinarvi teoria, ma ragionare insieme a Voi con esempi concreti.

Galup

Sono piemontese e ho due marchi scolpiti nella memoria fin dalla tenera età. Mio nonno, che parlava solo in dialetto, per dire che un cibo era una vera ghiottoneria lo definiva Galup. Per dire che un prodotto era di qualità vera diceva “è marca Leone“.

Due marchi storici, da sempre per noi piemontesi top of mind per bontà e alta qualità.

Avete mai visto gli spot di Macario? Io adoro quello in cui lui, seduto ad un tavolino della storica Pasticceria Pinerolese, con un bel panettone davanti, racconta di Monsù Ferrua, saluta tutti i notabili di passaggio, commentando con il suo spirito sabaudo e il sorriso malizioso (“Madamin Rosa… ma che bela carosserìa…”) e poi attacca a descriverne la bontà, in modo semplice e diretto: “farina, uva sultanina, burro, uova, frutta candita e crema di nocciole Piemonte per la famosa copertura croccante che fa di Galup “la parte alta del Panettone”! Personaggio noto, simpatico e genuino che conquista subito la fiducia dei consumatori di allora e anche di quelli di oggi.

Pastiglie Leone

Avete mai letto il libro che racconta la storia delle Pastiglie Leone? Grazie all’eccezionalità del suo testimonial, niente di meno che Camillo Benso Conte di Cavour, la marca Leone si è potuta permette questo storico slogan: “L’Italia non era ancora unita, ma le pastiglie Leone c’erano già!” Cavour era solito schiarirsi la gola con le gommose di liquirizia alla violetta durante i suoi interventi al Parlamento Subalpino, tanto che la pastiglia venne soprannominata “senateurs”.

Anche qui, una forza identitaria forte delle sue radici storiche, fatta di coraggio, lungimiranza e temerarietà. Unitamente alla dolcezza delle pastiglie, ai packaging curati e raffinati che amplificano e sostengono la forza del suo racconto, parliamo di un brand che ha fatto della verità, dell’esperienza e della qualità il suo marchio di Fabbrica. Un marchio di Valore, che la famiglia Monero ha recentemente passato di mano.

Due storie vicine, dove la centralità del posizionamento era (ed è) la bontà del prodotto, la sua qualità, determinata da anni di esperienza e dedizione. Storie di uomini, di donne, di sogni, sacrifici e passione.

Guardateli adesso e vi accorgerete come il racconto ha modificato il suo tono di voce, pur rimanendo fedele alla storia, come il packaging si è rinnovato ed ha adeguato il linguaggio, come i messaggi vengono declinati in modo coerente sui nuovi canali digitali. E come i vecchi cari ingredienti del Panettone Galup vengono valorizzati attraverso visual che esprimono genuinità e origine della materia prima, tradizione e legame con la cultura enogastronomica piemontese. 

Tutto straordinariamente vicino alla storia e aderente ai trend più performanti del momento.

Cioccolato Guido Castagna

Ora una storia diversa, quella del cioccolato di Guido Castagna, qui la storicità non esiste, ma l’identità di marca è costruita a regola d’arte e poggia su Valori attuali e concreti.
Cosa c’è di più concreto dell’Uomo? Il protagonista, cioccolatiere di spicco, che mette al centro una profonda cultura del cioccolato e della materia prima, che si pone autorevolmente umile di fronte alla magia delle fave di cacao che trasforma con cura e rispetto. Lo stesso che riserva a chi lavora al suo fianco.

Innovazione con radici profonde la definirei, così Guido racconta sul suo Web la storia del Guinott, il piccolo gianduiotto che traduce in 7 g di pura finezza l’equilibrio perfetto tra la dolcezza della Nocciola Piemonte IGP (Origine Certificata con il marchio di Garanzia Indicazione Geografica Protetta) e il Cacao, Chuao del Venezuela.
Un’invenzione, un nuovo metodo di lavorazione che si è tradotto in macchine costruite appositamente, avvolto in un nome che significa Piccolo Gianduiotto, ma anche “giovnòt”, un giovanotto Piemontese, tanto innovativo quanto legato alla tradizione della sua terra. Esperienza, passione, tenacia, innovazione, tracciabilità garantita delle materie prime.

Tanti riconoscimenti importanti per un cioccolato buono in tutti i sensi, per il gianduiotto del futuro, ancorato alle radici della sua terra d’origine.

Mutti

Che dire di Mutti? Che è molto più che pomodoro, ovvio. Che si è superato con il Cortometraggio “UGO, STORIA DI UNA PICCOLA GRANDE IDEA” andato in onda il 1 Marzo scorso. Un lavoro e un budget straordinari (30 milioni di Euro) che emoziona dal primo all’ultimo istante. Parma, primi del ‘900, Ugo bambino-inventore che, per conquistare il suo giovane amore, costruisce oggetti dolci e innovativi, nessuno dei quali colpisce nel segno, fino al mitico tubetto di concentrato di pomodoro con il tappo-ditale. Una storia d’amore e passione, che si conclude con uno slogan davvero coinvolgente: “l’innovazione è come l’amore, vince chi non si arrende”.

La passione, la tenacia e l’intuizione di un piccolo grande uomo che ha portato in milioni di cucine l’intatta freschezza del pomodoro, la praticità d’uso e uno strumento semplice come il tappo da utilizzare come ditale nei lavori di cucito. Storia, freschezza, qualità, praticità, ri-uso. Che ne dite? Ci riconosciamo in questi Valori? 

Sarà alla coerenza che questo Brand deve il successo che oggi consente di raccontare la sua storia così bene? 

Apple

Infine, con un ultimo esempio, molto lontano dal mondo dei Brand con cui ci confrontiamo quotidianamente, che cito per evidenziare le analogie dei Valori che fondano il posizionamento di questa Super Marca, famosa nel mondo. Tecnologia e Design al servizio dell’uomo di oggi. La storia di Steve Jobs affascina, libri e film che raccontano un personaggio eclettico, capace, quel “uno su milioni” che fa la storia. Innamorato della bellezza che ricerca nell’essenza e nella pulizia per la massima fruibilità. Alta tecnologia che emoziona, performance straordinarie, esperienze d’intuito. Servizio impeccabile. Fiducia incondizionata conquistata da tempo e con il tempo, con una chiara e lungimirante strategia di comunicazione, curata nel minimo dettaglio di prodotto, confezione, store e approccio digitale a 360°. Certo, parliamo della Coca Cola dei computer, ma non è sempre stato così e tutti conosciamo la storia del mitico garage e dei due giovani guidati dalla passione per un progetto.

Conclusioni

Dove ci porta tutto questo? Rispondiamo alla domanda che titola questo lungo excursus. L’identità di marca si costruisce su Storie che generano emozione, empatia e coinvolgimento. Storie di uomini e donne, dei loro sogni, dei sacrifici di ieri e di oggi, storie d’amore e di passione nelle quali le persone hanno voglia e bisogno di riconoscersi.

Storie fatte di verità, genuine e sincere, dove la qualità è quella che si racconta e rispecchia i desideri più o meno consci delle persone, che le statistiche definiscono trend.

La strategia deve costruire un racconto coerente, da divulgare su tutti i Canali disponibili, creando una identità di marca solida, che non può essere smentita da nessuna Super Valeria versione Digitale, perché Valeria si sente parte del progetto, ne condivide i valori e usufruisce di sapori, qualità vera e servizio vero. Perché Valeria ha provato e sa che è tutto vero. E se Valeria si confonde, vuol dire che qualcosa non ha funzionato ed allora torniamo da lei con la risposta giusta, quella che spiega in modo semplice e umile.

Non è poco e non è semplice state pensando.

No di certo, ma è efficace e profittevole ed è la ragione per la quale esistono le realtà come la nostra, professionisti guidati da esperienza, passione e da un grande sogno.

Ma questa sarebbe un’altra storia.
Ve la racconto la prossima volta.

Quali marchi di pasta famosi rappresentano le nostre persone?


Ascolta i vocali e scorri l’articolo fino in fondo per scoprire se hai indovinato.

Ognuno di noi vuole entrare in relazione con una persona, non con un Brand.

Oggi più che mai il brand deve essere trasparente e schietto, deve raccontare una storia vera, deve essere «umano».

L’era digitale ha ampliato gli orizzonti della comunicazione geograficamente e numericamente, la comunicazione si è trasformata in base alle esigenze del marketing relazionale, che finalmente pone al centro il cliente, i suoi sogni, i desideri, le sue necessità. 

È cessato il soliloquio dei brand ed è nata una grande opportunità, quella della relazione.

Una relazione che deve basarsi su un ascolto reale e profondo, in cui il marketing lavora mettendosi in gioco con empatia vera,  per comprendere e poi mettersi al servizio del cliente. Solo così nasce il messaggio che ha le qualità per incontrare coloro che sono realmente in sintonia con il brand, perché condividono gli stessi principi, gli stessi valori.

Questo è il food marketing in cui crediamo, questa è la comunicazione food che vogliamo fare con voi

Soluzioni al gioco: 1. Barilla, 2. Voiello, 3. Divella

Che cosa accomuna queste attività di Food Rebranding?

La prima risposta è la notorietà dei Brand coinvolti, tutti in posizione di Leadership nei rispettivi segmenti di mercato.

  1. SAMMONTANA: l’anno scorso ha rilanciato il mitico stecco, presentando GRUVI che interpreta in chiave innovativa la Tradizione del gelato all’Italiana.
  2. BAHLSEN: storico Brand Tedesco di Biscotteria ha presentato il suo progetto di Redesign generale ad aprile
  3. GRUPPO ZUEGG: ha presentato a maggio il nuovo packaging dei succhi SKIPPER accompagnando l’operazione di Redesign con la campagna YOU ARE THE SKIPPER, on air in questi giorni.
  4. MOLINO ZANONE: leader italiano nella macinazione di Castagne e Ceci, nel 2018 ha presentato il Redesign generale della sua linea di Farine, avvalendosi del nostro Studio.

Ma c’è di più. Ciò che vedo io (e mi piace) è l’impatto del Brand ottenuto attraverso una gestione del Brand-Space moderna, energica e altamente distintiva.

Questi esempi di packaging design celebrano il marchio riservandogli uno spazio così ampio da permettergli di condizionare in modo determinante il design dell’intera confezione. Ciò che li accomuna è la voglia di rompere gli schemi, dando al Brand e al Visual pari importanza e centralità.

È qui che la magia si compie, perché la sovrapposizione non disturba, non confonde, ma valorizza tutti gli elementi: il marchio, il prodotto e l’ingrediente caratterizzante non si mettono in fila per spartire lo spazio in base alla gerarchia definita dall’importanza dell’informazione, ma condividono lo spazio al centro della scena.

L’approccio è interessante non solo dal punto di vista dell’impatto a scaffale, ma in quanto espressione dell’efficacia del packaging design come strumento di Comunicazione di Massa completo, ovvero in grado di affermare contemporaneamente:

  • il Brand ed i suoi Valori (innovazione, storicità, prestigio. naturalità)
  • l’appeal del prodotto (gusto, bontà, raffinatezza, freschezza)
  • l’ingrediente principale, che viene esaltato e valorizzato non solo come elemento di gusto, ma come segno distintivo e valore aggiunto in termini di Qualità percepita

Mi piace chiudere questa breve analisi ribadendo l’importanza del Packaging Design come strumento di comunicazione che troppo spesso viene sottovalutato e che invece è assolutamente all’altezza di ogni altro Mass Media in termini di valore, pervasività ed efficacia.

Birra Moretti e l’identità di un marchio Italiano storico.

La prima volta che ho visto il nuovo Spot Birra Moretti era domenica 18 aprile e la prima cosa che
ho pensato è stata:“Che fine ha fatto il mitico Baffo?”

Superato il momento di stupore mi sono domandata: perché Heineken Italia ha deciso di prendere le distanze in modo così netto dall’Identità del Marchio Moretti? Un’identità forte, costruita in anni di storia, presenza sul mercato ed investimenti pubblicitari.

Moretti, la birra degli italiani, negli anni ha innovato e ampliato l’offerta per accontentare tutti i gusti offrendo a ciascuno la sua specialità.

Il design si è evoluto via via, teso a pulire e semplificare,
mantenendo intatto lo stile del Baffo. Le ultime nate, IPA e ZERO, non si smentiscono.
Ci deve essere una ragione.

Curiosa come sempre per mestiere, ho iniziato ad indagare con l’aiuto di google: lo Spot ha fatto rumore, il nuovo prodotto ha fatto rumore, così ho potuto raccogliere un sacco di informazioni.

Lo spot firmato Armando Testa ha conquistato: grandi talenti in gioco ed un risultato davvero coinvolgente. Il concept della campagna evolve lo storico posizionamento (“sincerità” e “buona compagnia”) e celebra la convivialità cui tutti noi, mai come oggi, aneliamo. Ciò che rende così speciale lo stare insieme è la possibilità di essere pienamente se stessi, sinceri, veri.

Tantissime notizie interessanti.
La ricetta con due diversi luppoli, il primo aggiunto ad inizio bollitura per ottenere un’amarezza lieve e delicata; il secondo, ricco di oli essenziali, aggiunto a fine bollitura per garantire una profumazione floreale.
Le caratteristiche organolettiche. Moretti filtrata a freddo è una lager a bassa fermentazione di colore giallo paglierino, limpido. È leggera, frizzante, poco amara, molto beverina, ideale come bevanda rinfrescante estiva.
L’innovativo processo di produzione, ovvero la filtrazione a freddo, è già indice di cura e attenzione alla qualità in categorie differenti come l’olio o il caffè. La filtrazione a bassa temperatura esalta la purezza della ricetta, eliminando la sedimentazione e i residui di lievito in sospensione.

Il nuovo design.

Una bottiglia dal design inusuale che ricorda uno stile retrò Anni Sessanta, bombata, con tappo a corona. Il vetro è trasparente ed è un vetro speciale: la tecnologia flint garantisce lo stesso grado di protezione dai raggi UV di una bottiglia verde, ma permette di esaltare il colore giallo paglierino del prodotto, evocando freschezza, naturalità, purezza.
Anche il formato è inedito: 55 cl per la grande distribuzione e 30 cl per il fuori casa.

L’etichetta: “Un look sorprendente e innovativo”.

Avvolgente e studiata per raccontare in modo chiaro tutti gli elementi distintivi del prodotto.
Il processo di incollatura perfetta dei lembi, che potrebbe sembrare banale, ha rappresentato una grande sfida per gli ingegneri di Birra Moretti.

Nessuna notizia sulla sparizione del Baffo. Nessuno lo ha notato?

Il marchio mantiene la solita tipografia ma esce dal classico tondo e viene gestito per la prima volta in orizzontale. Variano le proporzioni e il colore e si inserisce in un lay-out completamente nuovo, pulito, freschissimo. L’approccio è moderno, essenziale, nordico e risponde perfettamente al posizionamento ricercato: una birra leggera e dissetante per l’estate.

Riassumendo: etichetta moderna, coerente e funzionale al prodotto.

Ma, dov’è la birra degli italiani? Dov’è l’identità della Marca?
Se l’avessi incontrata per la prima volta sullo scaffale, avrei pensato ad una coraggiosa start-up che, osando sfidare Heineken, era uscita con una nuova birra utilizzando il marchio MORETTI.

Questo è il risultato ricercato da Heniken Italia? Ovviamente no, infatti lo spot anticipa e introduce la novità.
Dunque, perché rinunciare ad una identità di marca forte e legata alla storia del nostro Paese?

L’identità di marca è un Valore unico, prezioso, che si costruisce con il tempo, la coerenza e gli investimenti.

Devono esserci delle ottime ragioni.

Il mercato della birra è in continua evoluzione, soprattutto il segmento artigianale negli ultimi anni ha vissuto una crescita esponenziale.
La fascinazione per lo slow food è un fenomeno che assume via via dimensioni sempre più importanti: cresce l’attenzione alla qualità e alla provenienza della materia prima, ai metodi di produzione tradizionali dove il saper fare dell’Uomo vince sulla standardizzazione a tutti i costi.

L’industria intercetta questo trend, che è trasversale a tutte le categorie food, quindi non è strano che anche le birre industriali ricerchino ed ostentino raffinate tecniche produttive che elevano la qualità percepita del prodotto.

La birra Moretti filtrata a freddo è proprio questo, si affaccia al mercato con tempismo perfetto rispetto alla sua stagionalità (bibita rinfrescante = estate).

Probabilmente si propone di conquistare un mercato giovane, attento alla qualità e all’innovazione. Un target di consumo che non sentirà la mancanza del caro vecchio Baffo.

O forse si?
Lo scopriremo presto, l’estate è alle porte.

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Il marchio rappresenta il primo punto di contatto tra l’azienda e il mercato, il principale elemento di distinzione e riconoscibilità.

Il marchio comunica l’immagine della Società, ne definisce l’Identità (Brand Identity) trasmettendo i valori e gli ideali al fine di conquistare uno spazio distintivo ed univoco nella mente delle persone (la brand image, il percepito)

Negli anni, sempre più imprenditori hanno compreso l’importanza di mantenere aggiornati e attuali i loro marchi, apportando spesso piccoli accorgimenti di maquillage volti a modernizzare il segno. Il segreto dei grandi marchi ever-green è proprio quello di aver saputo adeguare il linguaggio costantemente, per mantenere vivo il contatto stabilito con il susseguirsi delle generazioni di consumatori.

Fare restyling del marchio evidenzia la voglia di prendersi cura dell’immagine aziendale e di trasmettere al mercato un’attitudine al rinnovamento, modernità ed energia.

L’evoluzione del marchio PepsiCo consente di comprendere molto bene i mutamenti delle esigenze espressive nel corso delle varie epoche. A questi, l’azienda americana ha saputo adattarsi modificando il suo stile grafico e comunicativo, così da permettere ai consumatori di continuare ad identificarsi nel prodotto.

La prima metà del ‘900

logo pepsi evoluzione dal 1898 al 1940

Le origini del noto marchio statunitense risalgono al 1898, frutto dell’intuizione del farmacista Caleb Bradham, che combinò diversi ingredienti per creare una bevanda dissetante e digestiva. Inizialmente chiamata «Brad’s Drink», per riprendere il cognome dell’inventore, venne presto rinominata Pepsi Cola, derivando la prima parte del nome dalla parola greca «eupepsia» ossia «buona digestione».

Fino alla prima metà degli anni ‘50, il marchio si compone della sola scritta «Pepsi Cola», rigorosamente in rosso, esplicito richiamo visivo al principale competitor Coca-Cola. La comparazione diventa ancora più netta dopo il restyling del 1905, quando sulla lettera «C» viene introdotto un vistoso «baffo» che va verso sinistra (anziché a destra), del tutto simile a quello dell’Azienda concorrente.

La scritta viene progressivamente migliorata nel corso degli anni, il font inspessito e reso più fluido per garantire una migliore leggibilità: dapprima (1906) con l’utilizzo di un carattere dai lineamenti più rotondi e l’inserimento della parola «drink» all’interno del baffo, poi (1940) con l’eliminazione di ogni elemento superfluo verso una progressiva semplificazione del font.

La seconda metà del ‘900

logo pepsi evoluzione dal 1950 ad oggi

La svolta arriva nel 1950 quando dopo la Seconda Guerra Mondiale, Pepsi decide di riprendere i colori della bandiera americana e circoscrivere il marchio all’interno del tappo tridimensionale della sua bottiglia. Inizia a manifestarsi la voglia di allontanarsi dal rivale e dal settore «Cola» tradizionale, rivendicando contemporaneamente la sua autorevolezza nel segmento beverage (drink).

Questa linea prosegue nel decennio successivo quando l’Azienda opta per un tappo bidimensionale e fa una scelta forte, di rottura: elimina la parola «Cola» ed introduce un carattere moderno, pulito e deciso (sans-serif), che rendere la scritta più visibile e incisiva. Pepsi abbandonando il superfluo ma soprattutto si stacca completamente dal rivale per costruire una propria identità, solida e riconoscibile.

Nel 1971 il tappo subisce una ulteriore importante trasformazione: viene stilizzato, la scritta «Pepsi» ricondotta interamente al suo interno con una ulteriore leggera modifica del font, che si alleggerisce e si slancia. Il tondo vive dentro una cornice rossa e azzurra.

Negli anni ’90 il brand cambia ancora, per ben due volte. Nel ‘91 la scritta esce dal tappo e diventa preponderante rispetto al segno, con il font leggermente inclinato in avanti che trasmette maggiore dinamicità. L’introduzione del fascione rosso sottolinea la forza e l’energia della bibita, oltre a fungere da sostegno per il marchio ed integrare il bollo rosso, bianco e blu che ha ulteriormente semplificato il tappo.
Nel 1998 una ulteriore modifica reintroduce la tridimensionalità in voga in quegli anni, sia nella scritta che nel bollo. Interessante la preponderanza del blu (rigorosamente sfumato effetto cielo) in cui il bollo illuminato dall’out-line effetto luce, assume una grande rilevanza (assomiglia di più ad una palla e alla luna?). Il marchio è bianco graffiato, il font diventa più appuntito, più incisivo e pesante.

Alla fine del millennio è rimasto ben poco del marchio originario, mentre il tappo stilizzato (chiamato «Pepsi Globe») è diventato a tutti gli effetti l’elemento riconoscitivo dell’Azienda.

Il nuovo millennio

logo pepsi evoluzione dal 2003 ad oggi

All’alba degli anni Duemila il marchio evolve verso un mood più realistico, l’iconico tappo del brand mantiene la tridimensionalità su fondo bianco e viene arricchito di effetti lucidi e gocce d’acqua per trasmettere il concetto di bevanda fresca e dissetante.

Nel 2008 avviene l’ultima importante operazione di rebranding. Anche in questo caso, Pepsi è stata molto abile nel comprendere in anticipo le tendenze grafiche che andavano a delinearsi, come testimonia la modernità del logo attuale nonostante sia stato concepito ormai 12 anni fa.
Nel dettaglio, quella del 2008 è stata una vera e propria rivoluzione tanto nel segno quanto nella parola.
Il globo mantiene i colori della bandiera americana, si appiattisce, ruota e le tre fasce non sono più simmetriche ma irregolari, con il bianco che suggerisce un sorriso. La scritta si ridimensiona a favore del segno, il font cambia totalmente: sottile e minimale riprende rotondità, con la lettera «E» che ricorda l’ondulazione del vecchio tappo.

Il marchio oggi deve essere semplice, diretto, immediatamente comprensibile per conquistare la memorabilità e la riconoscibilità indispensabili ad emergere in un panorama affollato a scaffale come sul web. Un buon marchio deve essere facilmente declinabile in tutti i supporti che garantiranno visibilità, dal pack alla pagina Social.

La sintesi è la strada da percorrere, nel marchio, nel segno e nella tag-line (quando prevista). Un marchio all’avanguardia aumenta le possibilità di farsi spazio nella mente del consumatore e tra la concorrenza. È la base imprescindibile per la comunicazione che costruisce relazioni e sostiene le vendite.