Insight

Rouge comunicazione è una food brand agency specializzata nella realizzazione della comunicazione per il mondo food. Food packaging desing, brand design, logo design. Food marketing, servizi per il mondo food, SEO strategy, Social media strategy.

Il canale HO.RE.CA. ci è molto caro per due ragioni. La prima è che amiamo il buon cibo, ci reputiamo intenditori per piacere e per mestiere. D’altronde abbiamo scelto di comunicare per il Food. La seconda è che è il canale Food che ha sofferto di più a causa della Pandemia.

Questo Speciale fotografa uno scenario finalmente positivo, che tende al rialzo e vuole essere di buon auspicio. Abbiamo raccolto, sintetizzato e analizzato per Voi un pò di numeri. Ci piacerebbe molto sapere se le previsioni corrispondono al Vostro vissuto.

 

PREVISIONI PER ANNO 2023

  

VERSO 2022

VERSO 2019

VISITE

1.636.000

+ 7,8%

+1,4%

FATTURATO

25.468.000 €

+ 10,5%

+9%

SCONTRINO MEDIO

15,56 €

+ 2,6%

 

 Fonte: The Npd Group – Divisione Food Service

Le previsioni evidenziano una crescita dei volumi rispetto al 2019 pre-pandemia ed un volume d’affari che cresce molto di più, in ragione degli aumenti dovuti all’inflazione. Il fenomeno inflattivo NON ha scoraggiato gli Italiani che desiderano mangiare “fuori casa”, ma la tendenza sembra essere quella di limitare le occasioni a scelte oculate in termini di qualità ed esperienza di valore

Ecco perché la qualità degli ingredienti e delle proposte,
la cura dell’ambiente e del servizio
devono rimanere al
primo posto
nelle priorità del Ristoratore.

LA RICETTA DI SUCCESSO PER LA RISTORAZIONE 

  1. offrire sapori autentici, genuinità, nuovi abbinamenti di sapore, nuovi cibi.

          2.  garantire sicurezza, salubrità

          3.offrire un’esperienza che è difficile o impossibile riprodurre a casa

  1. dare il giusto valore alla comunicazione digitale per il ristorante

Chi riesce a conquistare i Millenials si aggiudica un bel numero di visite in più!

ripartizione visite per fascia d’età

13,1%  > fascia 25 – 34 anni

35,4%  > fascia over 50

26,2%  > fascia 35 – 49 anni

Fonte: The Npd Group – Divisione Food Service  (AT set-22)

Il Dottor Figura, responsabile della divisione Food Service The Npd Group, evidenzia nell’articolo comparso su Ristoranti feb-mar 23, un dato interessante: l’incidenza delle visite dei Millenials (35-49) in due anni si è ridotta passando dal 30% al 25%. Potrebbe non trattarsi di una questione prettamente economica, sempre secondo Figura, ma di attrattività dell’offerta per il target.

Ci sembra tuttavia importante aggiungere a questo proposito un dato rilevante.

I MILLENIAL SONO SEMPRE PIÚ POVERI!

  

1986-1994

<30.000

1966- 1985

40.000

1946-1965

>40.000

prima del 1945

>40.000

Fonte: dati ricerca Università di Bologna su dati Banca d’italia – da Rapporto Osservatorio Ristorazione 2023 a cura di Lorenzo Ferrari Ristoratore TOP

GLI ITALIANI E IL “FUORI CASA”

Secondo il CENSIS gli italiani non rinunciano al fuori casa, ma sono più selettivi di un tempo, riducono la frequenza e sono disposti a spendere quando l’esperienza è davvero seducente.

Ecco la suddivisione in CLUSTER proposta da Censis e le valutazioni di ciascuna categoria per la scelta del ristorante (Ristoranti apr-23.)

 

  •  PROFESSIONAL:ambiente pro-business, qualità cibo e servizio, attenzione al budget  
  • QUASI CASALINGHI: uscite programmate (pranzi/cene per eventi con famiglia), rassicurazione (traumatizzati Covid),                   budget ridotti
  • SOCIALITE: nuove esperienze, incontri, emozioni inedite, aperitivi, dopo cena. Non manca l’attenzione al budget
  • MEGLIO DA ME: condizionati da una nuova casalinghitudine (preferiscono preparare a casa ciò che prima consumavano fuori). Incidono le difficoltá economiche. Valutano solo esperienze molto diverse da quelle che sono in grado di riprodurre a casa.
  • NEW NORMAL PEOPLE: il fuori casa deve rappresentare l’occasione per vivere qualcosa di diverso, un’esperienza stimolante, qualcosa per cui valga davvero la pena uscire e spendere.
  •  

CRESCE L’IMPORTANZA DEL WEB

Avere un sito fatto bene è importante. Sempre più spesso infatti la scelta del ristorante passa per il web, anche se gli italiani continuano a dare precedenza al passaparola.

Secondo i dati dell’Osservatorio ristorazione 2023 di Ristoratore Top (Ristoranti – apr-23), cresce l’importanza di google e dei Social, mentre cala quella di TripAdvisor. Instagram ha superato Facebook, Google ha superato TripAdvisor.

Cosa intendiamo per “sito fatto bene”?

Iniziamo da ciò che si vede. Una vetrina che mette in evidenza le proposte salienti e le valorizza attraverso scatti fotografici e video ben fatti, ovvero capaci di costruire intorno all’insegna un mondo fatto di colori, evocazione di profumi e sensazioni così fortemente coinvolgenti e distintivi, da diventare un’impronta originale.

Altrettanto importante è ciò che non si vede, ma che fa tutta la differenza del mondo per google, che può trasformarsi in un grande alleato se il sito è costruito secondo una strategia SEO efficace e coerente con il posizionamento della proposta.

Che cosa è la SEO?

È il razionale strategico, imprescindibile per trasformare il proprio sito in un “venditore”.

Partendo dal posizionamento strategico dell’attività di ristorazione, si individuano i competitors maggiormente rappresentativi per vicinanza geografica e proposta, le parole chiave da loro utilizzate, quelle coerenti con la proposta in esame e quelle oggetto del maggior numero di ricerche. Si analizzano i dati raccolti e si costruisce l’albero delle keywords, che rappresenta le fondamenta e lo scheletro della strategia da applicare alle pagine del sito web.

Una buona strategia SEO applicata correttamente è in grado di garantire, trascorso un pò di tempo, il posizionamento nella prima pagina google per le parole chiave che meglio rappresentano l’attività di ristorazione, ovvero quelle più efficaci ad intercettare le ricerche di chi sceglierà proprio quel ristorante, a prescindere dalla possibilità o intenzione di investire in attività di advertising.

Se google non restituisce il sito del Vostro ristorante nelle prime pagine delle vostre ricerche, non è un caso.
Significa che, in base ai dati a sua disposizione (compilazione SEO),
il vostro sito non risponde correttamente alla richiesta dell’utente.

Sottovalutare l’importanza del vostro sito, significa perdere il 30% delle persone che cercano un ristorante e lo fanno sul web

Chi sottovaluta il sito web del proprio ristorante perché pensa “basta esserci”, oggi lascia campo libero a chi (altri ristoratori) ha già investito consapevolmente sul web. I ristoratori consapevoli infatti sono quelli che rintracciano il 30% degli utenti che cercano un ristorante e che si affidano al web per scegliere.

La prenotazione del ristorante

Interessante è la crescita delle prenotazioni online, che ha superato il 40% del totale (7,3% attraverso la scheda Google my business).

Ecco perché noi consigliamo sempre di impostarla in modo corretto e completo e di mantenerla costantemente aggiornata con fotografie di qualità, utilizzandola come un vero e proprio canale Social.

È sempre più importante e redditizio disporre di un sistema di prenotazioni web efficace. Chi sceglie il telefono lo fa perché teme che la prenotazione online non garantisca l’effettiva disponibilità del tavolo. Ecco perché un sistema che funziona deve prevedere una risposta di conferma solerte da parte del ristoratore e la disponibilità a gestire le eccezioni al telefono.

La prenotazione on-line è un servizio, ma anche una preziosa opportunità di contatto

Se pensiamo a quanti dati, il sistema di prenotazioni on-line mette a disposizione del Ristoratore pur nel rispetto delle normative sulla Privacy.

Che cosa fare con i dati? Il ristoratore avveduto ne fa tesoro affidandoli a un consulente competente per la gestione di un Piano di comunicazione che racconta nuovi piatti, nuove esperienze, nuovi allestimenti degli spazi ed incentiva l’utente a tornareTornare significa costruire un rapporto di continuità con il proprio cliente, risultato tutt’altro che scontato. Gli italiani infatti sembrano essere molto generosi con le recensioni (l’84% tende a consigliare il locale dove ha mangiato), ma amano cambiare spesso.

Solo il 9% degli italiani è così abitudinario da ritornare nello stesso locale più volte al mese, il 39% invece può farlo più volte l’anno.

Il cibo come veicolo di Valori che vanno oltre la nutrizione.

Il Cibo come scelta identitaria, che rappresenta nuovi bisogni e nuovi Valori.

Il cibo come esperienza che coinvolge e unisce ben oltre il momento del convivio.
Così, la ricerca di nuove “certezze” guida il mercato Food attuale e le prossime tendenze, concentrando sempre più l’attenzione del consumatore sulla Sostenibilità a tutto tondo: non soltanto quella strettamente alimentare e ambientale, ma anche Sociale e Umanitaria.
L’uomo moderno si aspetta un sempre maggiore coinvolgimento della tecnologia per la produzione di alimenti buoni e sani, prodotti con metodi rispettosi della natura, dell’ambiente e dell’uomo. Una tecnologia che si ponga a servizio del Pianeta e non soltanto come strumento che ne frutta al massimo le risorse.
Crescono gli alimenti che sanno raccontare un legame genuino e autentico con la Terra, che la rispettano. Ancora meglio se le produzioni sono di prossimità, locali (concetto che si lega alla necessità di ricongiungerci con le nostre Tradizioni)

Da qui si evidenzia una crescente attenzione per:

  • i cibi Local, con particolare attenzione per IGP, DOP, DOC
  • le serre Urbane, capaci di fornire ortaggi ed erbe sempre freschi, coltivati usando la luce del sole e il 100% di energie rinnovabili
  • le nuove tecniche di coltivazione capaci di produrre grandi quantità di ortaggi, erbe e piccoli frutti, sfruttando meno estensioni di terreno. Pensiamo alle colture aeroponiche e idroponiche
  • le colture rigenerative, ovvero quelle ottenute secondo una rotazione in grado di restituire alla terra la ricchezza assorbita dalla coltura precedente e così via
  • l’agricoltura biologica ed il metodo di produzione biologico

Tutti concetti interessanti che l’industria alimentare sposa volentieri per raccontare il prodotto e il suo involucro, ossia il packaging. Il nuovo consumatore però non si accontenta di slogan in cui i Brand si proclamano buoni e sostenibili, ma vuole sapere il come e il quanto (a tal proposito Vi invitiamo ad approfondire su questo link l’approccio del marchio OATLY che ha scelto la massima trasparenza in tema di sostenibilità del prodotto).

Gli stili di vita e le nuove abitudini a tavola


Prima di concentrarci sull’analisi, è interessante evidenziare come i nuovi Food Trend restituiti dalle statistiche IRI (IRI – Leader in ricerche di mercato, insight e piattaforme tecnologiche per la crescita delle Aziende del Largo Consumo) a prima vista evidenzino bisogni e tendenze apparentemente opposti, che a un più attento approfondimento non risultano incoerenti o inconciliabili.

Gli acquisti online di alimenti hanno fatto boom!


Uno dei principali fattori di cambiamento nello stile dei consumi alimentari riguarda i canali di acquisto.

La spesa di cibo on-line è cresciuta durante la Pandemia.
Rispetto al periodo di Lock-dowm si avverte un lieve calo che si è manifestato alla fine del 2021, ma la spesa on-line oggi rappresenta una abitudine comune e piuttosto consolidata nella famiglia media.
Idem dicasi per l’abitudine all’asporto e al delivery, tanto da influenzare il mondo packaging: le aziende hanno dovuto attrezzarsi per accrescere il contenuto di servizio del contenitore oltreché del contenuto, sia per preservare la qualità del cibo trasportato, sia per offrire una esperienza di acquisto sempre più gratificante ed inclusiva.

Tradizione, artigianalità e local


La ricerca di nuove certezze si concretizza anche nel ritorno alle radici, che dal punto di vista alimentare diventa riscoperta delle tradizioni.

L’impatto sui consumi in questo caso si evidenzia nel trend positivo dei cibi Local, con predilezione per DOC, DOP e IGP e dei prodotti artigianali, caratteristica che accresce la percezione di genuinità.
La sostenibilità dei processi produttivi dal punto di vista ambientale e di benessere degli animali è un fattore di scelta che sta crescendo in modo significativo e finalmente concreto. Concreto perché le indagini di mercato lo evidenziano già da alcuni anni, ma la vera sensibilità verso il benessere del Pianeta è un elemento che si è concretizzato fortemente durante la Pandemia.

Naturalmente in tutti questi ambiti Premium, va tenuto in considerazione il potere di acquisto del consumatore medio, che oggi è inversamente proporzionale ai desideri e alle tendenze.
I prodotti Premium e sostenibili coinvolgono soprattutto i Millenial e la Gen Z, due cluster di consumo giovani e informati, che investono in qualità più che in quantità.
Anticipando il prossimo food trend, è interessante sottolineare che le ricette della Tradizione sono spesso rivisitate in chiave healthy, avendo cura di preservare i sapori, ma riducendo l’utilizzo di sale e grassi.

Healthy Food


In questo ambito possiamo constatare la tenuta dei trendsetter consolidati in area free-from (senza glutine, senza zuccheri aggiunti, senza lattosio/latte, senza uova, senza sale, senza lievito, etc.) e biologici. Il focus si sta progressivamente spostando verso la categoria dei Rich-in, dove spiccano gli alimenti ad elevato tenore proteico (fonte/ricchi di proteine) e quelli ricchi in fibre e dei Functional.
Qui troviamo alcune new-entry, correlate all’evento pandemico, rappresentate da alimenti che integrano ingredienti utili a sostenere il sistema immunitario. Innova Market Insights 2021 fornisce un dato eclatante in questo senso: pare che ben il 45% dei consumatori ricerchi ed utilizzi prodotti alimentari che vantano il rafforzamento del sistema immunitario (a titolo di esempio: zenzero, curcuma, agrumi- tra cui l’esotico yuzu – moringa, probiotici, etc.). Si pensi al comparto bevande che si è arricchito di acque e bibite gassate funzionali grazie, ad esempio, all’aggiunta di prebiotici e probiotici.
Importante la crescita degli alimenti di origine vegetale: qui spiccano i sostituti della carne (plant-based meat) a conferma dell’influenza degli stili alimentari emergenti che si affiancano a quelli già consolidati: le diete Vegane e le diete Vegetariane.
I nuovi stili limitano il consumo di proteine animali, pur non escludendolo completamente, con un approccio meno drastico, più consapevole e sicuramente più facilmente sostenibile nel tempo.
È il caso dei Flexitariani, che prediligono i cibi di origine vegetale, pur non eliminando completamente le proteine animali , consumate con molta moderazione. Analogamente, il Reducitarianesimo prevede un consumo di carne ridotto e limitato a carne di alta qualità da allevamenti etici.
Rientrano in questa categoria il trend di frutta e verdura fresca e surgelata (+ 33% secondo IRI nel 2020) e la riduzione dei consumi di bevande alcoliche.

Comfort Food, Snacks e Ready to eat


L’accresciuta attenzione alla salute nel piatto, non influisce sulla domanda di comfort food, ovvero di quegli alimenti che non sono indispensabili sul piano nutrizionale, ma che rappresentando una forma di intrattenimento alimentare, migliorano l’umore e rassicurano.
Ritorno alla tradizione e Healthy non frenano nemmeno i consumi del Ready to Eat, caratterizzato dal crescente interesse per i prodotti di gastronomia da banco o nei frigo-vasca del libero servizio. Significativo il boom di prodotti confezionati precotti e surgelati, che crescono a doppia cifra anche nel primo trimestre di quest’anno, in tutte le categorie merceologiche. Anche qui, il rinnovato interesse per la qualità non viene meno, ma non frena la ricerca di soluzioni pratiche e veloci, perché già pronte o facili da preparare.
Molto forte l’influenza healthy nel comparto snacks che ha subito un’accelerazione verso la frutta secca a guscio (che si aggiudica il podio), i semi oleaginosi, i legumi tostati o mix.
Ne sono esempio i semi di girasole, ricchi di grassi insaturi e proteine che, secondo Wholefoods, potrebbero rappresentare lo snack del futuro.
La ritrovata libertà di movimento e la frenesia dello stile di vita, generano un’importante frammentazione dei momenti di consumo (pensiamo all’aperitivo che spesso sostituisce la cena), accrescendo il consumo di snack in generale, con una particolare attenzione per le proposte più semplici e salutari.

La Sostenibilità ambientale e non solo


Ben ¾ dei consumatori Europei è sensibile all’acquisto di alimenti confezionati con imballaggi ecosostenibili e attenta a ridurre sprechi e rifiuti, secondo il principio “riusare e ancora meglio che riciclare”.
Un’accresciuta consapevolezza dei rischi concreti che il Pianeta sta correndo, ma soprattutto la visione prospettica di quanto la salute della Terra sia proporzionale a quella dell’uomo, ha determinato maggiore informazione e sensibilità sul tema. Così i consumatori vogliono sapere l’impatto delle produzioni sull’ambiente e vogliono poter scegliere alimenti che chiariscono in modo preciso quale è lo sforzo che il Marchio sta facendo per ridurlo.

I consumi del segmento plant-based crescono sia per effetto del miglioramento delle caratteristiche organolettiche e nutrizionali dei prodotti di “carne non carne” (solo ingredienti di origine vegetale), sia in relazione agli stili di vita su descritti e anche a difesa della salute del Pianeta (riduzione delle emissioni di CO2). Ciò vale non solo per i sostituti della carne, ma anche per il segmento delle Bevande Vegetali.

I marchi che dimostrano impegno concreto nella riduzione dei consumi di materie prime non rinnovabili e in buone pratiche di produzione che riducono sprechi e consumo di energia, vengono preferiti, seppure un po’ più dispendiosi.

Molto importante è anche l’impegno nella Sostenibilità Sociale e Umana, come dimostra l’accresciuto interesse da parte del consumatore, che sempre più si preoccupa di capire come si pone l’Azienda/Brand verso i suoi collaboratori o verso i lavoratori delle aree più deboli ed indifese del Pianeta. Ecco perché sempre più Brand si preoccupano di questi aspetti quando selezionano le materie prime o quando controllano direttamente le produzioni in questi Paesi. La fortuna delle proposte legate al FairTrade, per semplificare, vanno proprio in questa direzione.

Un occhio al web


Ci siamo focalizzati sulle parole chiave collegate ai Food trend più significativi per verificare e condividere con Voi se quanto emerge dalle indagini di mercato, trova riscontro sul web e come.

Ecco come la ricerca della parola LEGUMI è cresciuta dal 2004 a oggi.

Ed ecco come analogamente cresce la ricerca della parola chiave PROTEINE nel medesimo periodo

Con l’aiuto di “answerthepublic.com”, questi due grafici ci mostrano l’intensificarsi delle ricerche in Italia a partire dalla Keyword “prodotti proteici” messa in relazione con le Keyword di coda lunga collegate

Qui il grafico ci aiuta a capire l’andamento e la relazione
delle ricerche di parole chiave che riguardano i Free-from negli ultimi 5 anni

Qui il grafico ci aiuta a capire l’andamento e la relazione
delle ricerche di parole chiave che riguardano i Free-from negli ultimi 5 anni

56 Leads super-profilati con budget 250 Euro?

No, lo screen sopra non è photoshoppato 😂, può confermarvelo Chiara Limentani, Linkedin Marketing Expert, che ringraziamo per il prezioso supporto e continuo scambio di idee in questi mesi.

I dati di apertura e quelli che vi mostreremo di seguito, sono quelli della Campagna “Un viaggio nel Food Design Inspired by Italy, realizzata per la nostra Agenzia.

Come per tutte le campagne che gestiamo, ci siamo concentrati su 3 aspetti chiave:

  1. IL CONCEPT: coerente e coinvolgente per il nostro Target Obiettivo (Imprenditori e Marketing Manager).
    Il contenuto è il motore: deve essere coerente con la nostra attività e potente per attrarre e coinvolgere la nostra Buyer Persona
  2. Il BUDGET CAMPAGNA: la benzina. Bisogna considerare che Linkedin Ads statisticamente, per performare, necessita di un investimento giornaliero di € 25,00-30,00 per un arco temporale minimo di 20, 25 gg.
    Perché? Le ragioni facilmente intuibili risiedono nel comportamento dell’utente Linkedin che è molto differente da quello dei canali Social di Massa e intrattenimento, come Facebook, Instagram, TikTok. Ci rivolgiamo ad un professionista impegnato, che non si collega di continuo, magari nemmeno quotidianamente. È attento a selezionare i contenuti e dedica la sua attenzione solo a quelli che sono in grado di far percepire un Valore per la sua attività.
  3. Il MESSAGGIO: una cosa è certa: il detto “Content is the King” in questo Canale è ancora più vero. Trovare il giusto mix tra impatto, coerenza e percezione di Valore non è certo semplice, per questo è importante affidarsi ai professionisti. Il Copy, il Ton of Voice, la Call to Action e il Visual sono gli strumenti che abbiamo a disposizione e devono essere impiegati ad arte.
    L’acquisizione di un Lead di qualità (nel nostro caso un contatto mail e/o un numero di cellulare) è il risultato di un processo strategico che presuppone una conoscenza del Target molto profonda, che va oltre la tipologia per stabilire il livello di “maturità” di ascolto e percezione.
    È necessario delineare un percorso che passa per la conoscenza, l’approfondimento ed il rilascio di Valore concreto ed immediatamente fruibile verso la nostra Buyer Personas.

In base alla definizione della Buyer Personas tipo che intendiamo raggiungere e del processo strategico che ci porterà da lei, abbiamo modulato la nostra Campagna in tre fasi:

L’obiettivo Lead arriva per ultimo, così da rilasciare Valore verso un utente non del tutto “freddo” (grado di maturità) ed il contatto che andremo ad acquisire non soltanto avrà modo di approfondire la conoscenza delle nostre reali competenze, ma entrerà in un sistema Circolare grazie alle attività di Retargeting che possiamo mettere in campo attivando l’Insight Tag (il codice di monitoraggio Linkedin Ads inserito all’interno del nostro sito web) che ci consente di creare e coltivare Pubblici o Audience.

Test & Review

L’attenta fase di Test & Riview è fondamentale per arrivare al risultato. La Campagna deve essere monitorata costantemente e deve superare diverse fasi di Test & Revisione fino ad arrivare all’obiettivo di Performance pianificato in base all’obiettivo (notorietà, traffico, lead).

Ma quali sono le variabili da considerare nel set-up di una campagna Linkedin, e in particolare di una Campagna con obiettivo acquisizione Lead?

Il target

Linkedin Ads mette al nostro arco un bel numero di frecce che ci permettono di colpire con una precisione straordinaria. L’expertise di chi gestisce le Campagne Linkedin entra in gioco ora, nel trovare il giusto mix tra profilazione della Buyer Personas (interessi, qualifiche, settore, anzianità del nostro utente target) e ampiezza del pubblico (superiore a 50-70 mila utenti).

Se saremo capaci di trovare il perfetto equilibrio tra profilazione e ampiezza del nostro Pubblico, la Magia che riusciremo a compiere è quella di portare a casa la maggior quantità di Contatti di Valore per il nostro Business.

Il formato annuncio

ln base al concept di Campagna possiamo immaginare un Layout statico oppure dinamico e per scoprire quale formato ci restituisce maggiori risultati dobbiamo testare, monitorare, revisionare, fino a quando la performance raggiunge l’Obiettivo stabilito a monte.
Il Business Campaign ci permette di utilizzare più grafiche Visual dei Post all’interno di un unico Budget Campagna Linkedin, in questo modo saranno gli utenti Target a decidere per noi qual è il format più performante per il nostro MESSAGGIO.

Obiettivi e Budget

Quanti contatti vogliamo portare a casa attraverso la nostra Campagna? Cerchiamo 10, 100, 1000 nuovi clienti?
Questa è la domanda a cui dobbiamo rispondere per modulare durata e budget di investimento.

Se abbiamo esperienza nella gestione di Campagne Linkedin sapremo che il costo Lead è differente da settore a settore, conosceremo gli indici di conversione per ciascun obiettivo e possiamo (anzi dobbiamo) stabilire a priori il nostro macro obiettivo (n° Lead) ed i micro obiettivi che dobbiamo raggiungere step by step (fasi di campagna) per arrivarci e, considerati gli indici di conversione, stabilire un costo massimo per singolo obiettivo, fino alla definzione del Budget Totale di Campagna.

Facile no? 😇

Conosciamo l’entità del nostro investimento, quindi stabiliamo come impostarlo: budget totale o Budget giornaliero? Un bel dilemma. Niente paura, possiamo impostarli entrambi indicando a Linkedin Ads sia la spesa giornaliera (come anticipato sopra, un minimo di € 25,00-30,00 al giorno) sia la somma massima da non superare.

Tracking delle conversioni

Una volta inserito l’Insight Tag all’interno del nostro Sito o Landing page, possiamo monitorare il numero di persone che tramite la nostra Campagna sono arrivate a destinazione.

Questa funzionalità è molto importante per ottenere da Linkedin Ads i dati demografici e qualitativi del nostro Pubblico, per ampliare le nostre Audience ed impostare le azioni di retargeting.

La Creazione di un MODULO CONTATTI

Perché la nostra Buyer Personas dovrebbe lasciarci un suo contatto (mail e/o cellulare)?
Sappiamo che, nel flusso della nostra Campagna, l’abbiamo intercettata e magari coinvolta a più livelli, ma il professionista è consapevole che rilasciare i propri dati di contatto implica una disponibilità all’ascolto più impegnativa in termini di tempo e il tempo ha un Valore enorme per la nostra Persona.

Ecco perché il nostro “magnete” (contenuto gratuito rilasciato sottoforma di E-book, Dispensa in-formativa, video-corso, Webinar in presenza) deve essere di pari Valore e dobbiamo essere così bravi da renderlo percepibile in una spazio di tempo davvero limitato.

Il nostro Magnete è un e-book, un pdf di 12 pagine circa, da portare sempre con sé, un tascabile digitale dal titolo: “Il packaging sostenibile: scenari e soluzioni”, una vera e propria guida pratica per la scelta delle migliori soluzioni di packaging eco-sostenibile per il Food, presentate e valutate in termini di accessibilità per l’Azienda.

Determinanti:

  • l’aggancio (il copy) che accompagna la proposta.
    Noi abbiamo scelto. “Quanto ne sai di Food Packaging ecosostenibile? E sotto: La pratica guida da avere sempre a portata di mano”.
  • la call to action (cosa chiediamo di fare alla nostra Buyer Personas?). Esempi:
    “Prova adesso” , “Visualizza ora” , “ Scarica ora” , “Visita il Sito Web.
    Noi abbamo scelto SCARICA ORA.
  • MOLTO IMPORTANTE (obbligatorio) è l’inserimento di un URL che porta all’informativa sulla privacy o, in alternativa, l’inserimento diretto del suo contenuto.
  • Infine: non dimentichiamoci di ringraziare la nostra Buyer Personas!

Lanciamo?

Eccoci finalmente al sudato click sul bottone “Lancia Campagna”.
Abbiamo finito? Possiamo passare ad altro rimanendo in attesa dei Lead che ci servono?

Certo che NO! (the show must go on 😂) Ora inizia un’altra fase cruciale: il MONITORAGGIO.

In base agli obiettivi stabiliti per la nostra Campagna Linkedin avremo diversi KPI di monitoraggio. Nel nostro caso, una Campagna con obiettivo LEAD, presuppone il controllo dei segunti indicatori principali:

  • CTR, il Click Trought Rate, è il tasso che indica quanti click abbiamo ricevuto in base alle visualizzazioni (Click Totali/Visualizzazioni)x100
  • CPC, Costo-per-click, quanto ci è costato un click sulla base del Budget Campagna? (Costo Campagna/N°click)
  • COSTO PER LEAD, quanto ci è costato un Lead (contatto e-mail per esempio)? (Costo campagna/N° Lead). Teniamo conto che statisticamente, in base a quanto condiviso con @Chiara Limentani, un costo per Lead medio su Linkedin varia tra i 40 e i 50 Euro (a singolo Lead).
    Tanto? Tantissimo? Niente paura: in realtà il costo Lead è sempre commisurato al contesto di Mercato in cui ci muoviamo (se più o meno affollato di competitors che investono) ed al Valore Economico costituito dalla nostra Offerta.
    Ricordate la domanda inziale? Quanti Lead vogliamo ottenere/ci servono per espandere il nostro Business? Quanto può valore un Lead che ho l’opportunità di trasformare in cliente?
    Cosa rispondereste se qualcuno di vi proponesse di spendere 50,00 Euro per un cliente che esprime un fatturato di 30, 40 o 50 mila € all’anno? Io risponderei: ecco qui 100,00 €!
    Solo in un caso il costo è sicuramente troppo alto: se i contatti che abbiamo raccolto non sono utili al nostro Business. Ma questo succede solo se improvvisiamo.
  • TARGET, l’indicatore più qualitativo, che risponde alle seguenti domande:Chi è la Buyer Personas che ha risposto? Che ruolo ricopre? Il Profilo è completamente o solo parzialmente rispondente al Target Settato ad inizio Campagna?
  • TASSO DI COMPLETAMENTO MODULO LEAD: quanti Professionisti completamente in target hanno deciso di arrivare fino in fondo e ci hanno lasciato il loro contatto? Questo dato ci permette di valutare concretamente la forza del Messaggio e del Magnete che abbiamo messo in campo.

Il Concept, l’idea, l’intuizione, IL CONTENUTO.

Abbiamo visto quante sono le variabili tecniche nel settaggio di una Campagna linkedin, quanto è importante conoscerle e saperle utilizzare perché la loro influenza sull’esito della Campagna è molto importante.
Ora immaginiamo due Campagne lanciate da due Aziende competitor, identici obiettivi, set-up e e Budget: quale sarà l’elemento differenziante?

All’origine di ogni attività di comunicazione di successo vi è un pensiero strategico da tradurre in concept, creatività e contenuto di Alto Valore sostanziale e percepito.

Se stai pensando ad una campagna Linkedin compila il form qui sotto :

Fotografia di un mercato in continua espansione.

Aspettavamo con ansia, come ogni anno in questo periodo, il Report We Are Social in collaborazione con Hootsuite, protagonista il «Mercato Digitale in Italia nel 2020».

Un lavoro pazzesco (qui il link) che, come
vedremo, continua a sottolineare una crescente sensibilità Digitale da parte dell’Utente e dell’Impresa
italiana, accentuata senza alcun dubbio dal contesto storico, sociale ed economico.

totale utenti nel mondo web analisi social dei dati report we are social rouge comunicazione
tempo speso sul web nel 2020 da ogni utente report we are social rouge comunicazione

Iniziamo con il fotografare due macro-dati veramente impressionanti, il primo è che più dell’80% della
popolazione italiana è oramai “utente attivo” sul WEB ed il secondo che ogni giorno del 2020 abbiamo
passato mediamente 1/4 della nostra giornata all’interno del mondo WEB&DIGITAL

86.5% di utenti che cercano prodotti e servizi sul web
79,7% di utenti che acquistano prodotti e servizi sul web
miliardi spesi nel mercato food sul web nel 2020, analisi dei dati web e social
food delivery 2020 fatturato e utenti totali spesa annua procapite

Il Web si conferma un fedele compagno di viaggio, che parte dal primo contatto con il prodotto/servizio
con cui facciamo conoscenza, ci mette a disposizione tantissime informazioni ed approfondimenti, ci
accompagna sino all’acquisto e prosegue con un costante e (più o meno) misurato corteggiamento.

Il nostro mercato è il Food dove i dati evidenziati sono ancora più importanti; la pandemia ha
sicuramente influenzato e rallentato il processo di acquisto off-line a favore di quello on-line, facendoci
apprezzare un mondo che già conoscevamo, ma che non avevamo mai veramente approfondito finché
non ha iniziato a fare parte delle nostre abitudini di consumo.

audience potenziale nel mercato facebook advertising
audience potenziale nel mercato instagram advertising
audience potenziale nel mercato linkedin advertising

Oggi le Aziende non possono più sottrarsi ad una presenza Web&Digital strategica, le Audience sono e
saranno sempre più numerose, così come domanda e offerta di servizi Digital sono in forte crescita.


Cosa diventa fondamentale?

DISTINGUERSI, attraverso lo studio e l’esecuzione di una Digital Strategy di medio-lungo periodo che
incontri e soddisfi il Budget Advertising, gli obiettivi aziendali (Awareness, Traffico, Vendita..) e il
Posizionamento della Marca.


Noi di @RougeComunicazione siamo pronti ad analizzare, studiare e definire la Digital Strategy che
aiuta la Vostra azienda e la Vostra marca a crescere nel panorama Online.