Occhio ai Food Trend

Il cibo come veicolo di Valori che vanno oltre la nutrizione.

Il Cibo come scelta identitaria, che rappresenta nuovi bisogni e nuovi Valori.

Il cibo come esperienza che coinvolge e unisce ben oltre il momento del convivio.
Così, la ricerca di nuove “certezze” guida il mercato Food attuale e le prossime tendenze, concentrando sempre più l’attenzione del consumatore sulla Sostenibilità a tutto tondo: non soltanto quella strettamente alimentare e ambientale, ma anche Sociale e Umanitaria.
L’uomo moderno si aspetta un sempre maggiore coinvolgimento della tecnologia per la produzione di alimenti buoni e sani, prodotti con metodi rispettosi della natura, dell’ambiente e dell’uomo. Una tecnologia che si ponga a servizio del Pianeta e non soltanto come strumento che ne frutta al massimo le risorse.
Crescono gli alimenti che sanno raccontare un legame genuino e autentico con la Terra, che la rispettano. Ancora meglio se le produzioni sono di prossimità, locali (concetto che si lega alla necessità di ricongiungerci con le nostre Tradizioni)

Da qui si evidenzia una crescente attenzione per:

  • i cibi Local, con particolare attenzione per IGP, DOP, DOC
  • le serre Urbane, capaci di fornire ortaggi ed erbe sempre freschi, coltivati usando la luce del sole e il 100% di energie rinnovabili
  • le nuove tecniche di coltivazione capaci di produrre grandi quantità di ortaggi, erbe e piccoli frutti, sfruttando meno estensioni di terreno. Pensiamo alle colture aeroponiche e idroponiche
  • le colture rigenerative, ovvero quelle ottenute secondo una rotazione in grado di restituire alla terra la ricchezza assorbita dalla coltura precedente e così via
  • l’agricoltura biologica ed il metodo di produzione biologico

Tutti concetti interessanti che l’industria alimentare sposa volentieri per raccontare il prodotto e il suo involucro, ossia il packaging. Il nuovo consumatore però non si accontenta di slogan in cui i Brand si proclamano buoni e sostenibili, ma vuole sapere il come e il quanto (a tal proposito Vi invitiamo ad approfondire su questo link l’approccio del marchio OATLY che ha scelto la massima trasparenza in tema di sostenibilità del prodotto).

Gli stili di vita e le nuove abitudini a tavola


Prima di concentrarci sull’analisi, è interessante evidenziare come i nuovi Food Trend restituiti dalle statistiche IRI (IRI – Leader in ricerche di mercato, insight e piattaforme tecnologiche per la crescita delle Aziende del Largo Consumo) a prima vista evidenzino bisogni e tendenze apparentemente opposti, che a un più attento approfondimento non risultano incoerenti o inconciliabili.

Gli acquisti online di alimenti hanno fatto boom!


Uno dei principali fattori di cambiamento nello stile dei consumi alimentari riguarda i canali di acquisto.

La spesa di cibo on-line è cresciuta durante la Pandemia.
Rispetto al periodo di Lock-dowm si avverte un lieve calo che si è manifestato alla fine del 2021, ma la spesa on-line oggi rappresenta una abitudine comune e piuttosto consolidata nella famiglia media.
Idem dicasi per l’abitudine all’asporto e al delivery, tanto da influenzare il mondo packaging: le aziende hanno dovuto attrezzarsi per accrescere il contenuto di servizio del contenitore oltreché del contenuto, sia per preservare la qualità del cibo trasportato, sia per offrire una esperienza di acquisto sempre più gratificante ed inclusiva.

Tradizione, artigianalità e local


La ricerca di nuove certezze si concretizza anche nel ritorno alle radici, che dal punto di vista alimentare diventa riscoperta delle tradizioni.

L’impatto sui consumi in questo caso si evidenzia nel trend positivo dei cibi Local, con predilezione per DOC, DOP e IGP e dei prodotti artigianali, caratteristica che accresce la percezione di genuinità.
La sostenibilità dei processi produttivi dal punto di vista ambientale e di benessere degli animali è un fattore di scelta che sta crescendo in modo significativo e finalmente concreto. Concreto perché le indagini di mercato lo evidenziano già da alcuni anni, ma la vera sensibilità verso il benessere del Pianeta è un elemento che si è concretizzato fortemente durante la Pandemia.

Naturalmente in tutti questi ambiti Premium, va tenuto in considerazione il potere di acquisto del consumatore medio, che oggi è inversamente proporzionale ai desideri e alle tendenze.
I prodotti Premium e sostenibili coinvolgono soprattutto i Millenial e la Gen Z, due cluster di consumo giovani e informati, che investono in qualità più che in quantità.
Anticipando il prossimo food trend, è interessante sottolineare che le ricette della Tradizione sono spesso rivisitate in chiave healthy, avendo cura di preservare i sapori, ma riducendo l’utilizzo di sale e grassi.

Healthy Food


In questo ambito possiamo constatare la tenuta dei trendsetter consolidati in area free-from (senza glutine, senza zuccheri aggiunti, senza lattosio/latte, senza uova, senza sale, senza lievito, etc.) e biologici. Il focus si sta progressivamente spostando verso la categoria dei Rich-in, dove spiccano gli alimenti ad elevato tenore proteico (fonte/ricchi di proteine) e quelli ricchi in fibre e dei Functional.
Qui troviamo alcune new-entry, correlate all’evento pandemico, rappresentate da alimenti che integrano ingredienti utili a sostenere il sistema immunitario. Innova Market Insights 2021 fornisce un dato eclatante in questo senso: pare che ben il 45% dei consumatori ricerchi ed utilizzi prodotti alimentari che vantano il rafforzamento del sistema immunitario (a titolo di esempio: zenzero, curcuma, agrumi- tra cui l’esotico yuzu – moringa, probiotici, etc.). Si pensi al comparto bevande che si è arricchito di acque e bibite gassate funzionali grazie, ad esempio, all’aggiunta di prebiotici e probiotici.
Importante la crescita degli alimenti di origine vegetale: qui spiccano i sostituti della carne (plant-based meat) a conferma dell’influenza degli stili alimentari emergenti che si affiancano a quelli già consolidati: le diete Vegane e le diete Vegetariane.
I nuovi stili limitano il consumo di proteine animali, pur non escludendolo completamente, con un approccio meno drastico, più consapevole e sicuramente più facilmente sostenibile nel tempo.
È il caso dei Flexitariani, che prediligono i cibi di origine vegetale, pur non eliminando completamente le proteine animali , consumate con molta moderazione. Analogamente, il Reducitarianesimo prevede un consumo di carne ridotto e limitato a carne di alta qualità da allevamenti etici.
Rientrano in questa categoria il trend di frutta e verdura fresca e surgelata (+ 33% secondo IRI nel 2020) e la riduzione dei consumi di bevande alcoliche.

Comfort Food, Snacks e Ready to eat


L’accresciuta attenzione alla salute nel piatto, non influisce sulla domanda di comfort food, ovvero di quegli alimenti che non sono indispensabili sul piano nutrizionale, ma che rappresentando una forma di intrattenimento alimentare, migliorano l’umore e rassicurano.
Ritorno alla tradizione e Healthy non frenano nemmeno i consumi del Ready to Eat, caratterizzato dal crescente interesse per i prodotti di gastronomia da banco o nei frigo-vasca del libero servizio. Significativo il boom di prodotti confezionati precotti e surgelati, che crescono a doppia cifra anche nel primo trimestre di quest’anno, in tutte le categorie merceologiche. Anche qui, il rinnovato interesse per la qualità non viene meno, ma non frena la ricerca di soluzioni pratiche e veloci, perché già pronte o facili da preparare.
Molto forte l’influenza healthy nel comparto snacks che ha subito un’accelerazione verso la frutta secca a guscio (che si aggiudica il podio), i semi oleaginosi, i legumi tostati o mix.
Ne sono esempio i semi di girasole, ricchi di grassi insaturi e proteine che, secondo Wholefoods, potrebbero rappresentare lo snack del futuro.
La ritrovata libertà di movimento e la frenesia dello stile di vita, generano un’importante frammentazione dei momenti di consumo (pensiamo all’aperitivo che spesso sostituisce la cena), accrescendo il consumo di snack in generale, con una particolare attenzione per le proposte più semplici e salutari.

La Sostenibilità ambientale e non solo


Ben ¾ dei consumatori Europei è sensibile all’acquisto di alimenti confezionati con imballaggi ecosostenibili e attenta a ridurre sprechi e rifiuti, secondo il principio “riusare e ancora meglio che riciclare”.
Un’accresciuta consapevolezza dei rischi concreti che il Pianeta sta correndo, ma soprattutto la visione prospettica di quanto la salute della Terra sia proporzionale a quella dell’uomo, ha determinato maggiore informazione e sensibilità sul tema. Così i consumatori vogliono sapere l’impatto delle produzioni sull’ambiente e vogliono poter scegliere alimenti che chiariscono in modo preciso quale è lo sforzo che il Marchio sta facendo per ridurlo.

I consumi del segmento plant-based crescono sia per effetto del miglioramento delle caratteristiche organolettiche e nutrizionali dei prodotti di “carne non carne” (solo ingredienti di origine vegetale), sia in relazione agli stili di vita su descritti e anche a difesa della salute del Pianeta (riduzione delle emissioni di CO2). Ciò vale non solo per i sostituti della carne, ma anche per il segmento delle Bevande Vegetali.

I marchi che dimostrano impegno concreto nella riduzione dei consumi di materie prime non rinnovabili e in buone pratiche di produzione che riducono sprechi e consumo di energia, vengono preferiti, seppure un po’ più dispendiosi.

Molto importante è anche l’impegno nella Sostenibilità Sociale e Umana, come dimostra l’accresciuto interesse da parte del consumatore, che sempre più si preoccupa di capire come si pone l’Azienda/Brand verso i suoi collaboratori o verso i lavoratori delle aree più deboli ed indifese del Pianeta. Ecco perché sempre più Brand si preoccupano di questi aspetti quando selezionano le materie prime o quando controllano direttamente le produzioni in questi Paesi. La fortuna delle proposte legate al FairTrade, per semplificare, vanno proprio in questa direzione.

Un occhio al web


Ci siamo focalizzati sulle parole chiave collegate ai Food trend più significativi per verificare e condividere con Voi se quanto emerge dalle indagini di mercato, trova riscontro sul web e come.

Ecco come la ricerca della parola LEGUMI è cresciuta dal 2004 a oggi.

Ed ecco come analogamente cresce la ricerca della parola chiave PROTEINE nel medesimo periodo

Con l’aiuto di “answerthepublic.com”, questi due grafici ci mostrano l’intensificarsi delle ricerche in Italia a partire dalla Keyword “prodotti proteici” messa in relazione con le Keyword di coda lunga collegate

Qui il grafico ci aiuta a capire l’andamento e la relazione
delle ricerche di parole chiave che riguardano i Free-from negli ultimi 5 anni

Qui il grafico ci aiuta a capire l’andamento e la relazione
delle ricerche di parole chiave che riguardano i Free-from negli ultimi 5 anni

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