Il packaging eco-sostenibile: scenario e soluzioni

grafico economia circolare riciclaggio rifiuti

Il futuro è sostenibile? Nel 2050 i nostri consumi aumenteranno come se di pianeti Terra ce ne fossero tre.

Parliamo di un presente più green e di un futuro sempre più green, come se fosse una scelta, ma la scelta non c’è.

Quando saremo veramente e sufficientemente green? Il 28 Novembre 2018 l’Unione Europea ha varato il “GREEN NEW DEAL”, un piano strategico per un’economia moderna, competitiva e climaticamente neutrale entro il 2050.*

Ecco che in brevissimo tempo ci ritroviamo incuriositi ma anche bombardati da termini come Compostabile, Biodegradabile, Carbon Neutral, Impatto Zero.
Entriamo però nel vivo della questione partendo dal confronto di due modelli Economici:
Economia Lineare ed Economia Circolare.

* Fonte

ECONOMIA LINEARE

grafico economia lineare rifiuti

È il modello che segue un percorso lineare, nasce con una materia prima e si conclude un rifiuto. Pensiamo alla grande quantità di contenitori o imballi che accompagnano la nostra vita ogni giorno per contenere e conservare alimenti o altri beni (scatole, sacchetti, vasetti, bottiglie, etc).
Noi acquistiamo, consumiamo e spesso, quasi istantaneamente, l’utilità dell’imballo si esaurisce per trasformarsi in rifiuto.

Un’economia basata sulla massima spinta al consumo presuppone cicli di vita brevissimi per tutti i prodotti non soltanto gli alimenti, creando le condizioni ideali per massimizzare il profitto: minore la durata, minore la qualità, minore il costo di produzione e prezzo di cessione aumentato.

Questa visione Short, o di breve termine, ci ha accompagnati insieme alle Governance mondiali fin qui e fino ad un punto di non ritorno.

ECONOMIA CIRCOLARE

grafico economia circolare riciclaggio rifiuti

La visione circolare del Sistema Economico è quella in cui nel ciclo di vita del prodotto inizio e fine coincidono, secondo un approccio più responsabile e sostenibile di conservazione del valore che si traduce nelle “3 R”: Ridurre, Riutilizzare, Riciclare.

Nella circolarità il prodotto non è più fine a sé stesso, ma diventa parte di un modello di business integrato che si focalizza sulla fornitura di un servizio globale.
Il prodotto acquista un nuovo Valore e la competizione si gioca su più leve, ovvero non è guidata soltanto dal prezzo di cessione (valore del prodotto alla vendita), ma anche dalle caratteristiche di Sostenibilità, intesa come impatto nella generazione di rifiuti non recuperabili ed in senso più ampio, come impatto ambientale del processo di produzione.

Il prodotto diventa dunque parte degli Asset dell’impresa in termini di Responsabilità che questa ha verso l’ambiente: dall’impatto del ciclo produttivo, alla longevità del prodotto, il suo riuso, la sua riparabilità e riciclabilità, fino all’impegno nel comunicare correttamente e con chiarezza al consumatore tutte queste peculiarità.

IL RUOLO DEL PACKAGING

Il packaging ha un ruolo fondamentale nel funzionamento dell’Economia Circolare.
Prima di tutto ha pervasività e valore molto più profondi di quanto si tende a pensare e riconoscere. Secondo la Fondazione e l’Istituto Italiano Imballaggio “un singolo individuo, ogni anno, entra in contatto con almeno 8000 imballaggi”.

È di fatto un oggetto di massa che gioca un ruolo fondamentale nell’attribuzione di Valore del prodotto: è prima di tutto lo strumento grazie al quale le merci possono circolare in sicurezza (conservazione, igiene, integrità) ed è il principale touch point tra Marca e Consumatore, grazie al suo potere seduttivo e persuasivo ed è un veicolo di in-formazione unico ed esclusivo.

Scegliere il giusto packaging oggi significa avere ben presente la regola delle 3R, Ridurre, Riutilizzare, Riciclare. Deve essere “leggero”, ovvero niente sovra-imballaggio, meglio se si presta ad essere riutilizzato, bene se può essere riciclato, fantastico se è biodegradabile.

Quali sono le soluzioni GREEN del packaging a disposizione oggi?

Lo scenario è in costante evoluzione, abbiamo a disposizione diverse soluzioni “green” ancorché spesso costose o di difficile integrazione con la tecnologia di produzione e confezionamento, che non si muovono all’interno di un quadro normativo definito e chiaro. Ogni spinta a fare bene è lasciata alla libera scelta del singolo imprenditore e alla sua sensibilità verso il benessere del Pianeta.

Analizziamo insieme supporti, materiali e opportunità.

Possiamo contraddistinguere 4 macro-categorie di supporti: la cartotecnica (scatole, astucci), l’etichetta, il film plastico, il PET o altre soluzioni plastiche per contenitori di varia foggia e grandezza (vaschette e barattoli) ed il vetro (barattoli, bottiglie).

LA CARTO-TECNICA

La carta interessa in generale sia il mondo del packaging che quello dell’editoria con svariate soluzioni, dalle più economiche alle più innovative e altrettante Certificazioni.

È di per sé un materiale di origine vegetale e biodegradabile.
Si possono reperire (anche se ancora con molte difficoltà) le prime carte compostabili prodotte esclusivamente con cellulose vergini certificate OKCOMPOST e con inchiostri a base acquosa, conformi alla normativa Europea UNI EN 13432
Negli ultimi anni la carta ha ottenuto una grande rivincita nei confronti delle materie plastiche proprio perché ha una bassissima impronta ambientale rispetto alle prime e, se correttamente differenziata, può essere riciclata sino a 10 volte.

Il marchio che più spesso troviamo su un materiale o packaging cartaceo è FSC,
un’associazione non governativa internazionale nata nel 1993.
FSC ha sviluppato un sistema di certificazione indipendente per promuovere la gestione responsabile di foreste e piantagioni e per identificare i prodotti contenenti legno e carta proveniente da foreste gestite secondo i suoi principi (Forest Stewardship Council).

Vediamo il marchio di garanzia e le sue differenti applicazioni:

logo fsc 100%

FSC 100%

L’etichetta FSC 100% è apposta su prodotti costituiti esclusivamente da input provenienti da foreste certificate FSC.

logo fsc recycled
FSC Riciclato

L’etichetta FSC Riciclato indica che il legno o la carta di cui è composto il prodotto provengono da materiale da riciclo e recupero.

logo fsc mix
FSC Misto

L’etichetta FSC Misto indica che il legno o la carta all’interno del prodotto provengono da materiale certificato FSC, materiale riciclato e/o legno controllato (non meno del 70% di materiali certificati e/o materiali riciclati).

l’etichetta

L’etichetta, dal francese antico étiquette, ossia “attaccare”, ha origini antichissime: studi affermano che già gli Antichi Egizi le apponevano sopra le anfore per identificare l’origine e il produttore.

L’evoluzione e la tecnologia di oggi ci permettono di scegliere tra numerosissimi materiali adesivi (plastici e cartacei), diverse tecniche di stampa, decorazioni e lavorazioni che impreziosiscono e rendono originale e inconfondibile il nostro Packaging e BRAND.

Oltre alle classiche etichette in carta (patinata, opaca, naturale, cotonata..) e in plastica (polipropilene, polivincloruro, polietilene..) la crescente sensibilità nei confronti dell’Ambiente sta portando alla luce diversi materiali Eco-friendly, con diverse applicazioni, ad uso alimentare e non.
Stiamo parlando delle etichette compostabili, secondo la norma UNI 13432, che aprono nuovi scenari per la creazione e comunicazione di prodotti che salvaguardano l’ambiente.

Tra le soluzioni oggi disponibili troviamo:

Carta Termica Compost, con adesivo permanente compostabile, che rispetta il certificato OK COMPOST.

Etichette in Pla3. Il Pla è una bio-plastica di origine vegetale e naturale, che non deriva dal petrolio ed ha caratteristiche molto simili al PL e al PET. In pochissimo tempo (circa 50 gg in centro di compostaggio) questo polimero si trasforma in terriccio e fertilizzante per il suolo). Il ciclo virtuoso si chiude così: il rifiuto diventa rapidamente una risorsa naturale ed utile per la Terra.

Carta Compost LabelR (realizzata dall’ italiana Polycart Spa): la prima etichetta (per la frutta) compostabile in MaterBi®, che nella versione pesa-bilance ha generato, in abbinata con lo shopper ortofrutta, un kit innovativo totalmente compostabile.

I film plastici, le bottiglie in PET ed i contenitori in materiale plastico (vaschette, barattoli)

I film plastici sono per eccellenza i materiali più utilizzati nel mondo dell’imballaggio Flessibile, alimentare e non. Le diverse combinazioni di polimeri (PE, PP, PA, PE, LDPE..) hanno permesso nel corso degli anni di soddisfare e abbattere due variabili rilevanti per l’industria: costi e tempo.

Il nuovo scenario, incalzato da una crescente attenzione delle Governance mondiali, ha reso possibile la sperimentazione di film biodegrabili e compostabili. Soluzioni di per se molto interessanti, che spesso faticano ad entrare nel circuito a causa dei vincoli tecnologici, di processo, normativi ed economici.

Il grafico che segue rappresenta in modo chiaro i materiali oggi disponibili e li colloca all’interno di due grandi coordinate, la BIODEGRADABILITÁ del materiale e dunque la sua futura impronta ecologica e la sua ORIGINE (da fonte rinnovabile o non).

grafico plastiche biodegradabili e non biodegradabili

Di fondamentale importanza è comprendere bene queste differenze:
PLASTICA tradizionale: polimero originato dal Petrolio

Bio-Plastica, un materiale BIO-BASED che ha avuto origine da fonti rinnovabili (es. GREEN PE, biobased PE, PCL). Riciclabile ma non compostabile.

Bio-Plastica Biodegradabile e/o Compostabile (Mater-Bi, PLA, PBS, Cellulosa) che risponde ai requisiti di compostabilità della UNI EN 134232.

Come vedete, è possibile parlare di Bio-plastica senza necessariamente intendere un materiale biodegradabile e compostabile.

Rilevanti anche le soluzioni da materiali POST- CONSUMO, in cui la leva “sostenibile” diventa il processo di riciclo che darà una seconda vita al polimero.
Un esempio è l’ R-PET, ovvero, PET ottenuto dalla rigenerazione di bottiglie riciclate.

IL VETRO è GIà GREEN

Il Vetro è già Green ed è l’imballaggio ad oggi più riciclato (euroglass.com).

Circa l’80% dei consumatori europei lo ricicla, mentre in Italia la percentuale sale all’86%. E’ naturale e riciclabile al 100%, oltre che sicuro, impermeabile all’ossigeno per un mantenimento di profumi e sapori senza rivali.

CONCLUSIONI

Un’era di imballi, packaging e materiali eco-friendly è in arrivo, oggi stiamo più o meno consapevolmente vivendo la fase di Ottimizzazione delle Performance e dei Processi.
Le grandi industrie, i grandi attori del mondo Retail si stanno muovendo. La Piccola Impresa come sempre si è mossa per prima e poi si è bloccata, spaventata dai costi di implementazione sulle linee, dall’incidenza di costo dei materiali, dalla scarsa informazione che genera confusione.

I nuovi e futuri Bio-polimeri necessiteranno inoltre di un adeguamento delle tecniche di compostaggio e un ripensamento delle problematiche di riciclo, tutti aspetti che implicano un grande lavoro per le Governance oltreché di impegno per l’industria.

Noi che facciamo comunicazione dobbiamo essere informati, conoscere i materiali, le implicazioni e le rese di stampa per fornirvi il miglior consiglio al minor impatto economico. Dobbiamo sostenere le Imprese a partire da Piccoli Passi, dall’informazione adeguata sul Packaging per quanto riguarda lo smaltimento degli imballi, il riciclo ed il ri-uso.

Siamo di fronte ad un Cambiamento Strutturale.

Se Vi interessa approfondire, scriveteci e la nostra Divisione Ecolabel saprà guidare e supportare al meglio le Vostre Scelte Eco-sostenibili.

Legenda

Compostabile: la direttiva UNI EN 13432 definisce compostabile quando in seguito alla sua degradazione, naturale o industriale, si trasforma in Compost. Il materiale devo degradarsi del 100% entro 3 mesi.

Biodegradabile: la direttiva UNI EN 13432 stabilisce che il prodotto biodegradabile deve decomporsi del 90% entro 6 mesi. La principale differenza tra i due è determinata dai residui alla fine del compostaggio e dai tempi di degradazione.

Bio-based: “a base bio”, è un materiale interamente o parzialmente ricavato da massa vegetale e non ha origine fossile (carbone o petrolio).

OK-Compost: è un marchio di VINCOTTE, ente internazionale nato in Belgio. Il marchio Ok Compost garantisce che il prodotto può essere reso compostabile in un impianto industriale.

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