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Eco Food Design

Abbiamo scelto di farci promotori
dell'eco-food design
perché crediamo
che la tutela dell'Ambiente e della Salute dell'Uomo sia una Responsabilità che riguarda tutte le Imprese e gli individui.

Il nostro mestiere è comunicare attraverso progetti di Food Design e ciò ci pone in una situazione di responsabilità, ma anche di privilegio per promuovere scelte di packaging sostenibili.

Il processo di trasformazione verso la Sostenibilità deve essere visto come Progetto a medio-lungo termine che passa attraverso una strategia a piccoli passi. Parlare di Sostenibilità non significa soltanto attenzione verso l'Ambiente, ma anche verso la Società e il Territorio circostante, i lavoratori.

Eco Packaging perché?

L'Eco packaging è un aspetto importante di questa strategia oltreché un fattore di successo per l'Azienda.
Ci sono tante ed ottime ragioni per intraprendere il cammino verso un packaging più sostenibile,
ancora di più per le imprese Italiane. Vediamo perché:

  1. L’impatto dello smaltimento del packaging nella produzione di rifiuti è uno dei problemi da affrontare immediatamente: la pervasività (8.000 imballaggi all’anno pro capite) che ne fa un grande strumento di comunicazione e vendita si traduce anche in smaltimento a grande impatto ambientale.
  2. La sensibilità verso i temi della sostenibilità del prodotto nella sua totalità che comprende l’imballaggio, è un tema sempre più sentito e condiviso grazie alla crescente evidenza dello stretto legame che intercorre tra la salute del Pianeta e quella dell’Uomo.
  3. L’attenzione alla salute del Pianeta quando è davvero “sentita” e si traduce in azioni concrete, è un indiscusso fattore di successo per le Aziende e le Marche che la promuovono, con un grande ritorno in termini di credibilità e fiducia da parte del consumatore.
  4. Secondo Eurostat, l’Italia è il campione europeo nell’Economica circolare e nell’efficienza dell’uso delle risorse, con la più alta percentuale di riciclo sulla totalità dei rifiuti: 79%, il doppio rispetto alla media europea (39%). Ciò significa che l’investimento delle Aziende Italiane in termini di riciclabilità del packaging presenta maggiori opportunità di successo per il Pianeta.

Piccoli passi che contano

Le grandi imprese hanno un'elevata capacità di investimento e si stanno muovendo più rapidamente, impegnando risorse nel rinnovamento del ciclo produttivo necessario per la sostituzione dei materiali di confezionamento. Le piccole e medie Aziende non hanno le stesse possibilità, ma ciò non significa che possono ritenersi esentate dalla Responsabilità che tutti abbiamo verso il Pianeta. È importante non dimenticare che la transizione verso la sostenibilità è una Strategia a "piccoli passi" ed è essenziale compiere subito il primo.

In che cosa consistono concretamente questi piccoli passi? Facciamo alcuni esempi:
  • La scelta di incarti mono-materiale al posto di quelli accoppiati che si traduce in aumento della riciclabilità. Secondo l’Osservatorio Immagino oggi solo il 6,2% dei prodotti vanta packaging completamente riciclabili
  • La sgrammatura delle confezioni attraverso incarti meno spessi
  • L’educazione al riciclo e al riutilizzo attraverso indicazioni chiare e precise sulle confezioni. Secondo l’Osservatorio Immagino, oggi solo 24,5% dei prodotti alimentari presenti sugli scaffali della grande distribuzione riporta sulla confezione le corrette indicazioni per lo smaltimento del packaging
  • L’utilizzo di materiali riciclati che riduce la quantità di plastica vergine di origine fossile prodotta
  • L’utilizzo di carta e cartone riciclato o quando indispensabile l’uso di fibre vergini, l’orientamento verso quelle che provengano da foreste sostenibili

L'imballaggio deve diventare parte dell' economia circolare

La visione circolare del Sistema Economico è quella in cui nel ciclo di vita del prodotto inizio e fine coincidono, secondo un approccio più responsabile e sostenibile di conservazione del valore traducibile nelle “3 R”: Ridurre, Riutilizzare, Riciclare.

Direttive Europee sui rifiuti e Circular Economy

L’Europa è impegnata nella spinta verso una transizione basata sull’economia circolare, con l’obiettivo di ridurre:
  • prelievo e consumo di risorse naturali
  • produzione di rifiuti da smaltire

L'attuazione della nuova Direttiva Europea sui rifiuti e del pacchetto sull'economia circolare in fase di recepimento dal 2018 è il primo passo concreto verso la Sostenibilità a livello globale. La Commissione ha fissato specifici target di riciclo degli imballaggi differenziati per materiale secondo i quali entro il 2025,
ogni Stato dovrà riciclare almeno il 65% dei suoi rifiuti da imballaggio e, nello specifico, il 55% della plastica,
il 60% del legno, il 75% dell’acciaio, dell’alluminio, del vetro e della carta. Entro il 2030 il target da raggiungere dovrà essere quello del 75% (questo dato verrà aggiornato con l’uscita del documento definitivo ndr)

Materiali e supporti sostenibili per il Packaging

ETICHETTE

  • La carta è di per sé un materiale di origine vegetale e biodegradabile. Si possono già reperire le prime carte compostabili, prodotte esclusivamente con cellulose vergini certificate OKCOMPOST e con inchiostri a base acquosa, conformi alla normativa Europea UNI EN 13432.Negli ultimi anni la carta ha ottenuto una grande rivincita rispetto alle materie plastiche grazie al ridotto impatto ambientale e alla possibilità di essere riciclata fino a 10 volte, se correttamente smaltita. Il marchio FSC, sistema di certificazione indipendente gestito da un’associazione non governativa internazionale nata nel 1993, promuove la gestione responsabile delle foreste e delle piantagioni e rappresenta una valida scelta in caso di utilizzo di fibre vergini.

Le alternative alla carta da fibre vergini o riciclata:

  • Carta Termica Compost, con adesivo permanente compostabile, che rispetta il certificatoOK COMPOST.
  • PLA3. Il Pla è una bio-plastica di origine vegetale e naturale, che non deriva dal petrolio ed ha caratteristiche molto simili al PL e al PET. In pochissimo tempo (circa 50 gg in centro di compostaggio) questo polimero si trasforma in terriccio e fertilizzante per il suolo. Il ciclo virtuoso si chiude così: il rifiuto diventa rapidamente una risorsa naturale ed utile per la Terra.
  • Carta Compost LabelR (realizzata dall’ italiana Polycart Spa) : la prima etichetta (per la frutta) compostabile in MaterBi®, che nella versione pesa-bilance ha generato, in abbinata con lo shopper ortofrutta, un kit innovativo totalmente compostabile.

GLI IMBALLAGGI PLASTICI (film, bottiglie PET, vaschette, barattoli)
I film plastici sono per eccellenza i materiali più utilizzati nel mondo dell’imballaggio Flessibile, alimentare e non. E' molto importante comprendere le differenze tra i vari materiali per orientare correttamente la scelta:

  • PLASTICA tradizionale: polimero originato dal Petrolio
  • Bio-Plastica tipo 1: materiale BIO-BASED ottenuto da fonti rinnovabili (es. GREEN PE, biobased PE, PCL). Riciclabile ma non compostabile.
  • Bio-Plastica tipo 2 Biodegradabile e/o Compostabile (Mater-Bi, PLA, PBS, Cellulosa) che risponde ai requisiti di compostabilità della UNI EN 134232.
  • R-PET materiale POST-CONSUMO, ottenuto da processo di riciclo che conferisce una seconda vita al polimero.

BOTTIGLIE E BARATTOLI IN VETRO
Il Vetro è riciclabile al 100%. É sicuro, impermeabile all'ossigeno e conserva perfettamente sapori e profumi oltre ad essere l’imballaggio più riciclato. Circa l’80% dei consumatori europei lo ricicla, mentre in Italia la percentuale sale all’86%.

Un buon packaging sostiene la raccolta differenziata

Una buona comunicazione è fondamentale per sostenere il corretto smaltimento dei vari materiali.
Le aziende devono promuovere questo processo, attraverso campagne di comunicazioni molto semplici che partono proprio dal packaging per evolvere sul web e sui Canali Social. Si chiama educazione alla sostenibilità, fa bene al Pianeta, fa bene alla reputazione del Marchio.

PICCOLO GLOSSARIO DEI MATERIALI SOSTENIBILI
Compostabile: secondo la direttiva UNI EN 13432 un materiale è compostabile quando, in seguito alla sua degradazione naturale o industriale, si trasforma in Compost. Il materiale deve degradarsi al 100% entro 3 mesi.
Biodegradabile: secondo la direttiva UNI EN 13432 un materiale biodegradabile deve decomporsi al 90% entro 6 mesi. La principale differenza tra i primi due è determinata dai residui e dai tempi di degradazione
Bio-based: “a base bio”, è un materiale interamente o parzialmente ricavato da massa vegetale e non ha origine fossile (carbone o petrolio).
OK-Compost: è un marchio di VINCOTTE, ente internazionale nato in Belgio. Il marchio Ok Compost garantisce che il prodotto può essere reso compostabile in un impianto industriale.

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