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Brand Design

Tutto inizia con la Food Brand Strategy

Partiamo dalla Strategia di Posizionamento che racchiude e sintetizza il processo di Analisi (ascolto, affiancamento al team del cliente, individuazione del target/buyer-personas, canale/i, trend, categoria, specializzazione, valori, vision, mission, promessa), per delineare la Brand Strategy, che traduce il Posizionamento in Proposta Unica di Valore (USP - Unique Selling Proposition) e che prenderà forma prima in un Nome, poi in un Marchio e in un Segno.

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Il Naming

Abbiamo già un nome? Se lavoriamo su un Rebranding abbiamo molto più di un nome, abbiamo una storia, un vissuto da analizzare e rispettare. Se stiamo lavorando alla costruzione di un nuovo Marchio, può darsi che il nome sia da ricercare. Bene, partiamo da qui e lavoriamo sul naming.
Il processo per la creazione di un nuovo nome di marca è laborioso e non privo di complessità.
Si inizia con una fase di ricerca molto approfondita che ha l'obiettivo di identificare e raccogliere tutto quel che esiste nel raggio d'azione del marchio da creare, al fine di escluderlo. La fase creativa lavora per associazione di parole e significati, evocazioni e intuizioni, nome significanti e privi di significato. Si genera una lista suddivisa per concetti, partendo da quelli più attinenti con la Proposta Unica di Valore ed il Category e man mano ci si allontana, alla ricerca dell'Originalità, non assoluta (per carità! l'originalità assoluta oggi sarebbe un vero e proprio miraggio) ma quella relativa, ossia il nome, la parola originale nel suo contesto. Si procede quindi alla verifica di ogni singola proposta per Anteriorità Assoluta, operazione che permette di escludere con ragionevole tranquillità l'assenza di nomi di marca identici (www.tmdn.org) che verranno depennati.

La lista si assottiglia, ma non deve ridursi troppo, in modo da poter proporre al cliente una nutrita selezione di possibilità tra cui scegliere. L'ideale, in base alla nostra esperienza, è arrivare ad una short-list di almeno 3-5 soluzioni valide per poi procedere, se il cliente lo ritiene opportuno, alla verifica di Anteriortà per Similitudine.

Si tratta di una verifica molto più complessa, che prende in esame tutti i marchi “simili” per parole che li compongono o per assonanza. La nostra Agenzia per questo tipo di approfondimento si avvale della collaborazione con lo Studio Legale specializzato in Proprietà Intellettuale Caramelli Lazzarotto Associati Srl di TORINO, oppure lavora con lo Studio Legale che il nostro Cliente utilizza abitualmente. Una volta disponibile l'esito della Ricerca, possiamo supportare il nostro cliente nell'analisi ed interpretazione delle opportunità, consigliandolo sulle scelte da compiere alla luce di anni di esperienza in questo ambito. Il supporto si estende anche alle valutazioni in merito alla tipologia di Protezione e Registrazione del Marchio (nominativo, figurativo, bianco e nero, colore).

E poi?
Una volta individuato il naming, lavoriamo all'architettura del marchio, lo studio, la costruzione del segno e la ricerca della tag-line di supporto: parliamo di Design.

illustrazione naming food comunicazione

Il Design

Il Design di un marchio rappresenta la trasposizione figurativa del nome di marca, la creazione del logo. Il logo è rappresentato dal marchio denominativo (la parola che ha avuto origine dallo studio del naming o il nome di marca storico di un'Azienda o di un prodotto) che verrò rappresentato attraverso l'uso di LETTERING e COLORI specifici, ovvero in grado di trasmettere i Valori, il Posizionamento e la Proposta Unica di Valore determinati in precedenza.
Spesso il logo si completa attraverso un segno (o pittogramma) che rafforza l'elemento figurativo del marchio e ne accresce le caratteristiche di originalità e riconoscibilità. Il segno può avere origine nel lettering, costituire una sua estensione o l'asperità di una lettera, oppure può essere rappresentato da un'illustrazione, un simbolo concettuale ed evocativo più o meno complesso. Negli ultimi anni la tendenza nella creazione dei loghi è quella di semplificare, utilizzando pochi elementi, semplici da identificare e memorizzare.
La semplificazione è un fattore positivo per la memorabilità del segno e garantisce una più semplice e fedele trasposizione nei differenti ambiti di applicazione. Si pensi alla stampa su diversi supporti cartacei, su film plastici o in serigrafia su vetro e plastica rigida. Negli ultimi anni la declinazione del Logo nel Pittogramma è diventata una esigenza imposta dal mondo digitale:
un esempio pratico è rappresentato dalle Pagine Social dove il marchio deve essere espresso in estrema sintesi, garantendo tuttavia riconoscibilità immediata.
La tag-line (o pay-off) è un elemento di completamento del marchio, la cui presenza non è vincolante ma molto spesso consigliata perché utile a chiarire in modo più diretto, meno evocativo e a volte didascalico, la proposta unica di valore che il marchio rappresenta.

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